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GR News
today23.10.2025
Accade che un piatto italiano diventi un’icona e – al contempo – un’etichetta più famosa nel resto del mondo che in Italia: è il caso delle fettuccine Alfredo, tagliatelle all’uovo mantecate in una crema di burro e Parmigiano Reggiano. Se negli scaffali della Grande Distribuzione inglese, americana e asiatica i prodotti designati come “Alfredo” abbondano e proliferano, per molti italiani questo piatto resta oggetto di mistero quando si recano all’estero. È soprattutto la sua italianità a destare dubbi in molti turisti italiani all’estero. Nulla di più falso: le fettuccine Alfredo sono un piatto italiano e autenticamente italiano, a maggior ragione se si considera la sua origine capitolina. Peraltro, il luogo di nascita delle fettuccine burro e Parmigiano – piatto amato da molti italiani, poco abituati a chiamarle “Alfredo” – è un’impresa ancora in piedi: il notissimo ristorante “Alfredo alla Scrofa” di Roma.
Ed è proprio nell’ottica di riaffermare l’italianità costitutiva di questo piatto che Mario Mozzetti, proprietario e “mantecatore capo” di “Alfredo alla Scrofa”, ha deciso di partire in tour. La prima tappa, tenutasi all’Expo di Osaka, ha suscitato interesse e sorpresa nei visitatori giapponesi: nulla di più autenticamente mediterraneo esiste di una tecnica di cottura che consiste nello scolare la pasta molto al dente e terminare la sua lavorazione in padella, nel piatto di portata o direttamente nella forma di formaggio. “Alfredo alla Scrofa” parte dunque alla volta delle capitali europee, e lo fa con un partner d’eccezione: niente di meno che il Consorzio del Parmigiano Reggiano, nume tutelare del pregiato formaggio che sta alla base della ricetta. Il 28 ottobre il tour farà tappa a Londra, il 4 novembre fermerà a Barcellona, il 13 novembre a Berlino e il 25 chiuderà in un’altra tappa fissa per gli appassionati di cucina: Parigi. Come afferma Mario Mozzetti: “Le fettuccine Alfredo non sono solo un piatto, ma un simbolo di amore, di storia e di una tradizione che si rinnova ogni giorno”. E aggiunge: “Per me, il ruolo di ‘mantecatore’ è una vocazione, un modo per assicurare che ogni boccone racchiuda l’autenticità e la passione della cucina romana e italiana. Questa collaborazione con il Parmigiano Reggiano è naturale e fondamentale, perché il nostro piatto non esisterebbe senza la qualità ineguagliabile del ‘re dei formaggi'”.
Carmine Forbuso, direttore marketing del Consorzio del Parmigiano Reggiano, sottolinea l’importanza della collaborazione: «Siamo felici di affiancare Mario Mozzetti e il ristorante Alfredo alla Scrofa in questo tour. Per il Consorzio, questa sinergia rappresenta un’occasione d’eccellenza per valorizzare il ruolo centrale del Parmigiano Reggiano in una ricetta che, nella sua semplicità e autenticità, racchiude storie, passione e tradizione. Portare la mantecatura firmata da Mario Mozzetti e la qualità ineguagliabile della nostra Dop oltre i confini italiani significa ribadire che l’eccellenza del Made in Italy non è soltanto qualità e artigianalità, ma un’esperienza che si vive, si sente e si gusta». La ricetta, nata dall’intuizione di Alfredo di Lelio, venne concepita per la moglie debilitata dopo il parto, unendo solo burro e Parmigiano Reggiano. Negli anni ’20, la notorietà del piatto varca l’oceano grazie a Douglas Fairbanks e Mary Pickford, icone del cinema muto, che – innamorati di quelle fettuccine – regalarono ad Alfredo un set di posate d’oro con dedica incisa. Oggi il ristorante, dopo oltre un secolo di storia, continua a essere un punto di riferimento per la tradizione gastronomica italiana. Le cantine storiche, rinnovate e riaperte a maggio, custodiscono oltre 500 etichette selezionate, un vero patrimonio enologico che accompagna la celebre pastasciutta mantecata. A guidare l’attività c’è oggi la terza generazione di una famiglia che ha fatto della passione per la cucina un’eredità. Mozzetti, definito “master mantecatore”, porta avanti la tradizione con la stessa dedizione del nonno e del padre, perfezionando l’arte della mantecatura, un delicato equilibrio tra temperatura, gestualità e tempi che trasforma pochi ingredienti in un piatto dalla cremosità inconfondibile. Il suo obiettivo è ambizioso: esportare la ricetta originale delle Fettuccine Alfredo difendendola da imitazioni sempre più in odor di contraffazione. Per questo, nel 2026, darà vita all’Accademia del Mantecatore, un progetto dedicato alla formazione e alla divulgazione di questa tecnica unica, per trasmettere alle nuove generazioni i segreti di un gesto che è diventato arte. Il ristorante Alfredo alla Scrofa è inoltre il primo locale inserito nel Registro delle Imprese Storiche della Capitale, riconoscimento conferito dalla Camera di Commercio di Roma per la sua lunga tradizione e per il contributo alla cultura gastronomica italiana.
Scritto da: Michele Ceci
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