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World Pasta Day, i numeri di un’Italia leader nel suo prodotto simbolo

today21.10.2025

Sfondo

Ricorrerà il prossimo 25 ottobre il World Pasta Day, la giornata mondiale di uno dei prodotti che più rappresentano l’Italia nel mondo. Secondo uno studio diffuso da Unione Italiana Food e dall’International Pasta Organization, per il 96 % di italiani, la pasta è ambasciatrice del Made in Italy nel mondo, prima dell’arte (75,8 %), dei paesaggi naturali (73 %) e della letteratura (69 %). Un risultato non da poco, ma che conferma i volumi del prodotto in questione: 4,2 milioni di tonnellate di pasta sono state trafilate nel 2025 in Italia, al primo posto sui 17 milioni prodotti in totale. L’Italia resta anche il Paese che ne consuma di più: 23,3 kg pro capite all’anno, davanti a Tunisia, Venezuela e Grecia. Ciononostante, una buona parte della produzione nostrana parte anche alla volta del mondo: la pasta è infatti fra i pochi prodotti reperibili in tutti i Paesi al di fuori dell’Italia. E quasi 33 milioni di pubblicazioni social di chef, aziende della filiera e consumatori con l’hashtag #WorldPastaDay hanno accolto l’anno scorso la ricorrenza. Quest’anno, spicca lo chef social Alessio Pellizzari, personalità anche televisiva, che per 20 regioni d’Italia ha creato 20 ricette a base di pasta, alcune delle quali anche molto creative: chi aveva mai pensato prima a qualcosa di più intrinsecamente lombardo degli spaghettoni allo zafferano con ragù di ossobuco? E che dire dei “tortiglioni alla molisana” con pecorino, pancetta ed erbe aromatiche?

Sana, nutriente e alla base della dieta mediterranea, la pasta verrà celebrata sin da oggi, 21 ottobre, alla Galleria Alberto Sordi, in una mostra denominata “Orgoglio Pasta”. Vi presenzieranno, oltre al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e a quello delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Presidente dell’Unione Italiana Food Paolo Barilla, nonché vicepresidente dell’omonima azienda, top player italiano nel settore.

Un prodotto “identitario”?

In Italia, paese d’origine di molte tradizioni legate alla pasta, il World Pasta Day ha un valore particolare: è un’occasione per valorizzare ricette regionali, filiere produttive locali e stili di vita legati alla tavola. Per il lettore italiano significa potersi fermare un momento e celebrare un piatto quotidiano con consapevolezza: sperimentando un formato nuovo, preparando una salsa casalinga o semplicemente scegliendo di gustare la pasta con ingredienti di qualità. Inoltre, per ristoranti o operatori del settore la giornata può essere un’opportunità di marketing e visibilità: promozioni speciali, eventi a tema, storytelling sulla pasta come scelta sana e sostenibile. «Per gli italiani la pasta è una questione di appartenenza e motivo di orgoglio. Questa ricerca lo conferma e arriva in un momento politicamente delicato, spiega infatti Margherita Mastromauro, Presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food. «Il comparto della pasta è un pilastro della nostra economia e della nostra identità culturale. Ogni misura che ne ostacola la competitività sui mercati internazionali rappresenta una minaccia non solo per le imprese, ma per l’intero sistema del Made in Italy. Nel complesso quadro geopolitico che ci troviamo ad affrontare, segnato anche dal rischio di extra-dazi da parte del Dipartimento del Commercio americano, questa 27ª edizione del World Pasta Day assume un grande significato simbolico: ci ricorda cosa la pasta ha rappresentato e rappresenta ancora oggi nel nostro Paese e nel mondo sul piano economico, culturale e sociale. Ed è sicuramente un valore e una risorsa che vanno tutelati».

Una parte del nostro patrimonio gastronomico e culturale

Lo studio conferma quanto la pasta sia percepita in Italia come parte integrante del patrimonio culturale e gastronomico: non solo un piatto, ma un veicolo di italiani-fedeltà e internazionale riconoscimento.
Questo comporta alcune conseguenze: per l’industria, occorre rafforzare la qualità, la trasparenza e l’innovazione per preservare il valore della pasta italiana sul mercato globale; per i consumatori, si apre la riflessione sull’origine, la filiera e il significato della “pasta italiana” nei diversi contesti. Inoltre, l’evento e lo studio offrono uno spunto per riconoscere il piatto della pasta come strumento di diplomazia alimentare: valorizzare la cultura gastronomica italiana nel mondo, promuovere la diversità delle forme e delle ricette regionali, e contrastare le imitazioni o politiche protezionistiche straniere. Infine, per il pubblico generalista questo “Pasta day 2025” è l’occasione per riscoprire la connessione tra un semplice piatto quotidiano e la storia, l’economia, l’identità del Paese. In tavola, quindi, non solo gusto ma anche identità, patrimonio e comunità.

Scritto da: Michele Ceci

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