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GR News
today03.09.2025
Il gruppo modenese Usco acquisisce Schlam, azienda australiana specializzata in componenti per il mining, e rafforza così la sua presenza globale. L’operazione, annunciata il 1° settembre 2025, segna un passaggio strategico: il made in Italy conquista un nuovo mercato ad alta specializzazione, aprendo la strada a ulteriori sviluppi industriali e tecnologici. È una mossa che sottolinea la capacità delle imprese italiane di giocare da protagoniste nelle sfide internazionali.
Fondata nel 1989 da Massimo Galassini, Usco acquisisce Schlam come parte di un percorso di crescita internazionale che negli ultimi cinque anni ha visto investimenti per oltre 330 milioni di euro in acquisizioni. L’azienda modenese, oggi conosciuta a livello mondiale anche con il marchio ITR, produce componentistica per macchine movimento terra ed è attiva nei settori construction e aftermarket.
Con oltre un miliardo di euro di fatturato e circa 3.000 dipendenti, il gruppo ha consolidato una rete globale che va dagli Stati Uniti al Brasile, dall’Europa all’Asia, fino all’Australia. L’ingresso nel comparto minerario attraverso Schlam rappresenta un tassello decisivo di questa strategia di espansione, che mira a diversificare i settori e rafforzare la leadership tecnologica.
L’amministratore delegato Galassini ha sottolineato che Usco acquisisce Schlam per rafforzare la propria posizione in un settore ad alto valore aggiunto. «Si tratta di un’azienda di qualità che ci apre una porta importante per entrare nel mining», ha dichiarato. Per completare l’operazione, Usco si è avvalsa della consulenza finanziaria di Eidos Partners e BNP Paribas, mentre Schlam è stata assistita da Gresham Partners. Il prezzo della transazione non è stato reso noto, ma si tratta di una delle acquisizioni più rilevanti nella storia recente del gruppo.
Fondata nel 2016 a Perth da Ryan Schlam, l’azienda australiana è diventata in breve tempo un punto di riferimento per il settore minerario. La sua specialità sono i cosiddetti “truck beds”, cassoni per camion da miniera con capacità da 100 a oltre 300 tonnellate, fondamentali per l’efficienza e la durata delle operazioni estrattive. Produce inoltre sistemi come i “Barracuda Loading Attachments”, attrezzature di carico per escavatori e loader fino a 600 tonnellate.
Grazie all’operazione con cui Usco acquisisce Schlam, l’impresa australiana manterrà autonomia operativa, ma potrà contare su nuove risorse in termini di know-how, ricerca e sviluppo, oltre che su una rete commerciale diffusa in tutti i continenti. David Haslett, CEO di Schlam, ha evidenziato come l’ingresso nel gruppo italiano offra «presenza globale, competenza manifatturiera e tecnologia per prodotti in acciaio».
Per il made in Italy questa acquisizione rappresenta non solo un rafforzamento industriale, ma anche un riconoscimento internazionale delle capacità produttive e tecnologiche italiane in un settore dominato da attori globali. La complementarità tra la specializzazione australiana e la solidità italiana offre prospettive di crescita condivisa.
L’operazione con cui Usco acquisisce Schlam assume un rilievo strategico anche per il posizionamento competitivo dell’Italia nel panorama industriale mondiale. L’ingresso in un mercato come quello australiano, tra i più dinamici del mining, consente a Usco di diversificare ulteriormente la propria attività e di consolidare la propria leadership in un comparto ad altissimo valore.
Il settore minerario è caratterizzato da investimenti elevati e da un forte bisogno di soluzioni tecnologiche avanzate. L’integrazione tra la capacità manifatturiera italiana e la specializzazione australiana apre nuove possibilità di sviluppo, sia per la progettazione di prodotti innovativi, sia per la penetrazione in mercati come America, Africa e Asia.
L’acquisizione conferma inoltre la capacità del made in Italy di competere a livello globale non solo nei settori tradizionali del lusso e dell’agroalimentare, ma anche in comparti industriali di nicchia. La presenza di un gruppo italiano in un segmento come i truck beds per camion da miniera mostra come l’innovazione tecnologica possa essere un tratto distintivo della manifattura nazionale.
Il caso in cui Usco acquisisce Schlam dimostra come le imprese italiane siano in grado di agire non solo come target di acquisizioni estere, ma anche come protagoniste nel ruolo di investitori globali. In un contesto in cui spesso si parla di aziende italiane acquisite da capitali stranieri, l’operazione rappresenta un segnale di controtendenza e di fiducia nelle capacità industriali del Paese.
La scelta di puntare sull’Australia, mercato complesso e altamente competitivo, evidenzia la solidità finanziaria e la visione strategica di Usco. Allo stesso tempo, Schlam ottiene un partner in grado di sostenerne la crescita internazionale, creando un’alleanza che unisce due eccellenze manifatturiere con competenze complementari.
Con questa mossa, Usco acquisisce Schlam e rafforza l’immagine di un made in Italy capace di investire, innovare e competere nei settori chiave dell’economia globale. L’operazione non solo amplia il portafoglio del gruppo modenese, ma consolida l’idea di un’Italia industriale protagonista delle grandi trasformazioni internazionali, anche in comparti tecnologici ad alta intensità come il mining.
Scritto da: Matteo Respinti
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