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Tecnologia contro la deforestazione: l’innovazione made in Italy che può salvare il pianeta

today18.08.2025

Sfondo

Una tecnologia contro la deforestazione sviluppata in Italia potrebbe diventare la chiave per aiutare Paesi extraeuropei a rispettare le nuove regole sull’importazione di legno. Si tratta dello smart forest monitoring, un sistema creato dai Carabinieri forestali insieme al Cnr, al CREA e al Mit, già testato sul territorio nazionale e ora candidato a diventare uno strumento globale per l’attuazione del regolamento europeo Eudr (European Deforestation Regulation). L’obiettivo è chiaro: garantire che i mercati non alimentino più la distruzione delle foreste.

L’Eudr e la sfida della geolocalizzazione

Dal gennaio 2026, con l’entrata in vigore dell’Eudr, le merci che arrivano sul mercato europeo dovranno essere accompagnate da dati di geolocalizzazione precisi, in grado di dimostrare che il legno (e altri prodotti come cacao, caffè, soia e olio di palma) non provengano da aree deforestate dopo il 31 dicembre 2020. Non basteranno più certificati generici o dichiarazioni cartacee: serviranno prove tecniche e verificabili.

Per un Paese come l’Italia, che importa l’80% del legno utilizzato e che è il terzo importatore mondiale nel settore dell’arredo, la posta in gioco è altissima. Senza strumenti adeguati, le filiere rischiano rallentamenti e blocchi. Qui entra in gioco la tecnologia contro la deforestazione sviluppata in casa, pronta a diventare un modello di tracciabilità avanzata.

Lo stesso regolamento distingue i Paesi fornitori in categorie di rischio: basso, standard e alto. Per questi ultimi, come Brasile, Indonesia e Vietnam, i controlli dovranno essere più intensivi, con percentuali di verifiche fino al 9%. La tecnologia contro la deforestazione italiana può abbassare il livello di rischio dei Paesi esportatori, rendendo più fluido lo scambio commerciale.

Lo smart forest monitoring italiano

Lo smart forest monitoring è una piattaforma integrata che combina telerilevamento satellitare, sensori iperspettrali, droni e verifiche a terra. Il sistema è in grado di segnalare in tempo reale anomalie nelle foreste: incendi, malattie, usi illegali o cambiamenti sospetti nei terreni.

«Con le informazioni relative a un determinato poligono di provenienza possiamo verificare che non sia stato soggetto a deforestazione – spiega il colonnello Giancarlo Papitto dei Carabinieri forestali – e attraverso l’analisi delle firme spettrali possiamo confermare se le coltivazioni dichiarate siano state effettivamente realizzate nell’area indicata».

Il grande valore di questa tecnologia contro la deforestazione sta nella capacità di unire dati satellitari e validazione sul campo. Questo riduce il rischio di falsi positivi, particolarmente frequenti nelle aree tropicali dove l’agroforestazione indigena può far sembrare deforestata un’area che in realtà è coltivata in modo sostenibile. Per migliorare ulteriormente l’accuratezza, l’Italia collabora con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), lavorando su algoritmi che possano distinguere coltivazioni integrate da deforestazioni reali.

Già adottato sul territorio nazionale per casi concreti (come il monitoraggio delle infestazioni da cocciniglia tartaruga nei parchi urbani) lo smart forest monitoring è pronto a essere esportato. In questo senso rappresenta una delle punte di diamante della tecnologia contro la deforestazione a livello globale.

Dall’Amazzonia ai Balcani: l’Italia esporta innovazione

Il primo banco di prova internazionale dello smart forest monitoring è l’America Latina. In Brasile ed Ecuador, Paesi tra i principali fornitori di legno, cacao e caffè per l’Italia, il sistema è stato testato per rendere più credibili le esportazioni e ridurre i rischi connessi alla classificazione “ad alto rischio”. Qui la tecnologia contro la deforestazione italiana può fare la differenza, alleggerendo i controlli doganali e riducendo i costi di compliance per gli operatori.

Il progetto europeo Al Invest Verde sostiene questa transizione, puntando a rafforzare la capacità dei Paesi partner di adattarsi all’Eudr. Tuttavia, non basta un semplice “copia e incolla”: un sistema settato per le foreste mediterranee deve essere adattato ai climi tropicali, caratterizzati da coperture nuvolose diverse e modelli agricoli complessi.

Anche nei Balcani la questione è centrale. In Macedonia del Nord sono già stati introdotti sistemi di tracciabilità elettronica “dal ceppo al consumatore”, sostenuti dai fondi europei. In Bosnia Erzegovina, invece, il settore forestale è ostacolato da instabilità politica e dalla pressione di investitori stranieri, mentre in Albania la corruzione resta la principale sfida alla gestione sostenibile delle foreste. In questi contesti, l’adozione della tecnologia contro la deforestazione italiana può rappresentare un’opportunità per modernizzare i sistemi amministrativi e guadagnare credibilità internazionale.

Opportunità e rischi per il sistema Italia

La transizione verso l’Eudr non è priva di rischi. Come sottolinea Angelo Mariano di Conlegno, «per effettuare controlli così stretti servono budget, personale qualificato, strumentazioni innovative e tanti dati». Per Paesi con economie fragili, l’impatto può essere pesante, tanto da spingerli verso mercati alternativi o a incentivare il commercio illegale.

Per l’Italia, invece, la sfida può trasformarsi in vantaggio competitivo. Essendo uno dei principali hub europei per il settore del legno-arredo, il nostro Paese può guidare l’adozione di standard tecnologici, rafforzare la trasparenza delle filiere e offrire strumenti come lo smart forest monitoring anche a partner commerciali. Così facendo, la tecnologia contro la deforestazione diventa non solo un obbligo regolamentare, ma anche un asset strategico per le imprese del made in Italy.

Inoltre, l’applicazione delle norme può stimolare innovazioni amministrative, digitalizzazione delle procedure e formazione di nuovo personale tecnico, aprendo spazi di crescita per startup e aziende tecnologiche italiane già impegnate nel settore della sostenibilità.

Scritto da: Matteo Respinti

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