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SpinRel: il motore elettrico senza terre rare è made in Italy

today17.11.2025

Sfondo

SpinRel è un motore elettrico innovativo, senza terre rare, compatto, silenzioso e riciclabile, sviluppato da un polo tutto italiano. Frutto della collaborazione tra tre aziende (Settima Meccanica, Spin e Motive), è parte del Green Silence Group ed è già in produzione. Questa tecnologia potrebbe rappresentare una svolta per ridurre la dipendenza dalle materie prime critiche.

Che cos’è SpinRel?

SpinRel è il nome della gamma di motori sincroni a riluttanza sviluppata da Green Silence Group, un’alleanza industriale italiana nata dall’unione di Settima Meccanica, Spin e Motive. Questo motore non utilizza magneti permanenti, tipicamente costruiti con elementi rari come neodimio e praseodimio, noti come “terre rare”. Il progetto di SpinRel è già industrializzato, non è un semplice prototipo: la produzione è in corso e i motori sono destinati a mercati reali, soprattutto per veicoli industriali, macchine agricole e attrezzature off-road. Secondo gli ideatori, hanno prestazioni paragonabili ai motori con magneti, ma con maggiore silenziosità e maggiore efficienza in alcuni casi.

Come funziona: il principio della riluttanza magnetica

A differenza dei motori elettrici tradizionali, che usano magneti permanenti per generare coppia, lo SpinRel sfrutta il principio della riluttanza magnetica. In pratica, il rotore è progettato con cavità specifiche (vuoti e pieni, “pieni e vuoti” nel ferro) che, grazie a un’attenta simulazione elettromagnetica, meccanica e termica, creano una variazione di flusso magnetico e quindi una coppia motrice. Questa soluzione evita l’uso di magneti permanenti e di parti conduttive nel rotore (come alluminio o rame avvolto), semplificando la struttura e riducendo la complessità. Inoltre, grazie al brevetto registrato da Spin, la progettazione ha potuto essere ottimizzata su ogni aspetto, comprese le vibrazioni e il comportamento termico.

I vantaggi ambientali e strategici

Uno dei principali punti di forza di SpinRel è l’eliminazione delle terre rare, risorse critiche la cui produzione è dominata da alcuni Paesi, in particolare la Cina. Questo significa minore vulnerabilità a instabilità geopolitiche e fluttuazioni di prezzo legate a questi elementi. Senza magneti permanenti, il motore è più facile da smontare: le sue parti sono principalmente ferro e rame, materiali ampiamente riciclabili. Inoltre, il processo produttivo riduce l’impatto ambientale rispetto ai motori tradizionali, perché non richiede l’estrazione mineraria intensiva tipica delle terre rare. SpinRel è inoltre progettato per essere molto silenzioso, un elemento particolarmente apprezzato in applicazioni come i veicoli elettrici o le pompe industriali, dove il rumore può essere un problema. Dal punto di vista dell’efficienza, il motore può superare i limiti di efficienza di molti motori convenzionali grazie alla sua architettura a riluttanza ottimizzata.

Applicazioni e mercati: dove può essere usato SpinRel

Al momento, i motori SpinRel sono destinati soprattutto al settore industriale. Green Silence punta su veicoli “pesanti” come muletti, trattori, mezzi da cantiere, ma anche su applicazioni elettro-idrauliche grazie alla partnership con Settima Meccanica. Secondo gli ideatori, però, il futuro potrebbe includere anche il mondo dell’automotive più leggero. Il CEO di Spin ha dichiarato che, seppure inserire un motore a riluttanza in un’auto compatta sia una sfida (richiede spazio all’interno), l’azienda sta già esplorando questa direzione. In aggiunta, può essere usato anche per componenti ausiliari dell’auto, come pompe, generatori di bordo, o sistemi ausiliari elettrici. Green Silence Group è il trampolino industriale di questo progetto. Il gruppo è formato da tre aziende: Settima Meccanica, specializzata in pompe ultra-silenziose; Spin, specialista nella progettazione di motori; e Motive, azienda bresciana di motori elettrici industriali. Il gruppo è sostenuto dal fondo Xenon Private Equity ed è cresciuto fino a raggiungere un fatturato di 50 milioni di euro, con l’obiettivo di raddoppiarlo entro il 2028. Inoltre, Green Silence esporta gran parte della sua produzione: circa il 72% del fatturato proviene da paesi esteri, inclusi Nord America ed Europa. Nonostante tutto, SpinRel non è esente da qualche criticità. L’architettura a riluttanza richiede spazio: il motore non può essere ridotto troppo nelle dimensioni, il che ne limita l’utilizzo in veicoli molto compatti o in applicazioni dove lo spazio è un vincolo stringente. Inoltre, sebbene la tecnologia sia già commercializzata, il mercato dell’automotive “di massa” resta una sfida: per penetrare in modo significativo nelle auto di piccola taglia, dovranno essere superati ostacoli su volume di produzione, costi e integrazione nel powertrain esistente.

Perché SpinRel può fare la differenza

SpinRel rappresenta una doppia rivoluzione: tecnologica ed ecologica. Da un lato, innova il design del motore elettrico eliminando i magneti permanenti; dall’altro, contribuisce alla sovranità strategica nella supply chain delle materie prime critiche. In un momento in cui molti Paesi guardano con preoccupazione alla dipendenza dalle terre rare, avere un’alternativa efficiente e “made in Italy” è un vantaggio industriale importante. Inoltre, il fatto che il motore sia già in produzione significa che non si tratta di una sperimentazione accademica, ma di una soluzione concreta, pronta a essere adottata su scala industriale. SpinRel può segnare una svolta per la sostenibilità e l’indipendenza tecnologica. Creato da un polo italiano, è privo di magneti permanenti, altamente riciclabile, silenzioso ed efficiente. Le sue applicazioni attuali riguardano mezzi industriali, veicoli pesanti e soluzioni elettro-idrauliche: ma il potenziale per espandersi anche nel mondo automotive esiste. Se Green Silence riuscirà a scalare la produzione, migliorare l’integrazione nelle auto più piccole e mantenere costi competitivi, SpinRel potrebbe davvero cambiare il paradigma della mobilità elettrica.

Scritto da: Michele Ceci

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