play_arrow
Radio Italia Network
play_arrow
Giornale Radio
play_arrow
Radio Podcast
play_arrow
70/80.it
play_arrow
GR News
today11.08.2025
La presidente di Qatar Museums, tra le figure più influenti al mondo nel collezionismo, rafforza i rapporti con l’Italia e con Torino. Tra collaborazioni culturali già avviate e indiscrezioni, resta viva l’ipotesi di un grande progetto artistico in città.
Sheikha Al-Mayassa bint Hamad Al Thani, è sorella dell’attuale emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, e figlia dell’ex emiro Hamad bin Khalifa Al Thani. È presidente di Qatar Museums, l’ente responsabile della gestione e dello sviluppo delle principali istituzioni culturali del Paese. Figura di rilievo a livello globale, Bloomberg la inserisce regolarmente tra le personalità più influenti nel mondo dell’arte, grazie a un budget annuo per acquisizioni stimato in circa 1 miliardo di dollari, finanziato dal Qatar Investment Authority, il fondo sovrano da 600 miliardi di dollari guidato dal fratello.
Negli ultimi mesi i rapporti tra Sheikha Al-Mayassa e Torino si sono intensificati. Ad aprile 2025, la sceicca ha inaugurato a Doha la mostra Ultraleggera. A design journey with Marcello Gandini between Italy and Qatar, una coproduzione tra il futuro Qatar Auto Museum e il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino. L’esposizione, dedicata al genio del car design Marcello Gandini, è visitabile sotto la Mole fino al 31 agosto 2025 e ha rappresentato un’occasione di incontro tra la delegazione piemontese, guidata dal sindaco Stefano Lo Russo e dal presidente della Regione Alberto Cirio, e i vertici di Qatar Museums. Al centro, la prospettiva di nuove collaborazioni nei settori culturale, accademico e del restauro.
La strategia di Sheikha Al-Mayassa è espressione di un soft power culturale che ha trasformato il Qatar in un polo artistico di livello mondiale. Sotto la sua presidenza sono stati inaugurati il Museo di Arte Islamica (2008, progetto di I. M. Pei), il Mathaf – Museo Arabo di Arte Moderna (2010) e il Museo Nazionale del Qatar (2019, architettura di Jean Nouvel). Nei prossimi anni aprirà anche il Qatar Auto Museum, firmato da Rem Koolhaas, con cui si rafforza il legame con l’Italia.
Le acquisizioni della sceicca hanno fatto notizia a livello globale: il dipinto When Will You Marry? di Paul Gauguin, acquistato nel 2015 per circa 300 milioni di dollari, e The Card Players di Paul Cézanne, comprato nel 2012 per 250 milioni, sono solo due esempi. A questi si aggiungono opere di Damien Hirst, Richard Serra, Jeff Koons, Andy Warhol, Mark Rothko, Roy Lichtenstein e Francis Bacon. La missione dichiarata è educativa: offrire ai giovani artisti qatarioti l’opportunità di confrontarsi con le tendenze e i linguaggi dell’avanguardia internazionale.
Il rapporto con l’Italia è consolidato da anni. Sheikha Al-Mayassa ha spesso lavorato con curatori italiani di fama internazionale. Con Massimiliano Gioni, direttore artistico del New Museum di New York e della Fondazione Nicola Trussardi di Milano, ha collaborato per mostre come Murakami-Ego (2012), Jeff Koons – Lost in America (2021) e Forever Valentino (2022). Con Francesco Bonami, già direttore della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, ha curato esposizioni di Yan Pei-Ming e la più grande mostra di Damien Hirst mai realizzata (Doha, 2013).
È in quell’occasione che la sceicca conobbe Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, collezionista torinese e presidente dell’omonima fondazione. Da allora le due hanno mantenuto un rapporto di amicizia e stima reciproca, culminato nel 2015 con l’assegnazione alla sceicca del Premio StellaRe, destinato a donne che si sono distinte per innovazione e creatività.
Questi legami alimentano le ipotesi di nuove sinergie tra Qatar Museums e il capoluogo piemontese, soprattutto in progetti di rigenerazione urbana e valorizzazione culturale.
Nelle ultime settimane sono emerse indiscrezioni secondo cui Sheikha Al-Mayassa starebbe valutando investimenti a Torino, con particolare attenzione al Palazzo del Lavoro. L’edificio, progettato da Pier Luigi Nervi e inaugurato nel 1961 per il Centenario dell’Unità d’Italia, è oggi di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti ed è in stato di abbandono. L’immobile è considerato un capolavoro di ingegneria e architettura moderna, ma necessita di un restauro profondo e di una nuova destinazione d’uso.
Fonti ufficiali, però, non confermano alcuna trattativa in corso. L’unico legame concreto resta quello con la mostra Ultraleggera e con i contatti istituzionali avviati in primavera. Altre voci non verificate parlano di sopralluoghi in immobili storici come Palazzo Saluzzo di Paesana, attualmente in vendita e già oggetto di interesse da parte di investitori internazionali.
L’ipotesi di ospitare a Torino parte della collezione della sceicca (che comprende anche capolavori di Rothko, Picasso e Lichtenstein) resta quindi, al momento, sul piano delle suggestioni.
Torino possiede le caratteristiche per entrare nella rete culturale del Qatar: istituzioni museali di rilievo, una scena artistica vivace, spazi iconici da recuperare. Per il Qatar, una presenza stabile in città potrebbe rafforzare la strategia di proiezione culturale in Europa, già perseguita attraverso mostre e collaborazioni internazionali.
Il 2025, con la mostra Ultraleggera e il dialogo istituzionale avviato, rappresenta un momento chiave. Se le indiscrezioni si concretizzeranno, la città potrebbe beneficiare non solo di un’importante operazione di mecenatismo, ma anche di un volano per turismo, economia e rigenerazione urbana. Fino ad allora, resta la certezza di un interesse reciproco che potrebbe aprire la strada a uno dei progetti culturali più significativi degli ultimi anni in Italia.
Scritto da: Matteo Respinti
Società editrice Nextcom srl, partita iva 06026720968 - REA MI 1865810 - Registro Operatori Comunicazione N 33572 - Sede Via Oberdan 22 Sesto San Giovanni - tel 02 45478600 - Whats Up 328 3368434 - Radio Italia Network è un Marchio Registrato all’UIBM by Media Next srl in esercizio aziendale esclusivo a Nextcom SRL - Concessione operatore DAB n 404 del 17-9-24
Radio Italia Network® è un marchio registrato in Italia Europa e UK

Commenti post (0)