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GR News
today21.11.2025
Il convegno del 26 novembre 2025 alla Sala degli Arazzi del MIMIT vedrà officiarsi la consegna del Premio Federitaly e un dibattito su identità, etica e innovazione per il Made in Italy, con istituzioni, imprese e accademia. L’incontro è stato pensato per definire strumenti concreti di tutela dell’autenticità dei prodotti italiani e di promozione internazionale.
La giornata si è aperta con il messaggio istituzionale del Ministro Adolfo Urso e con interventi del Sottosegretario Massimo Bitonci, del Capo di Gabinetto Federico Eichberg e della Vicecapo di Gabinetto Elena Lorenzini. Il Presidente Carlo Verdone ha illustrato le linee operative della Federazione a favore della tracciabilità, della tutela dell’identità produttiva e dell’assistenza alle micro e piccole imprese, indicando la qualità come leva competitiva per il Made in Italy.
Al centro della cerimonia si è svolta la consegna del Premio Federitaly «Ambasciatori dell’Eccellenza Italiana nel Mondo», giunto alla terza edizione. La selezione, curata dalla Commissione presieduta da Maurizio Marinella, ha incluso rappresentanti della moda, della ricerca, della cultura e dell’enogastronomia; novità di quest’anno è la registrazione del riconoscimento su piattaforma blockchain, realizzata in collaborazione con la Fondazione Dfinity e l’Origyn Foundation, scelta presentata come elemento di garanzia per tracciabilità e autenticità.
Tra i premiati figurano figure centrali del sistema produttivo e culturale italiano: Ottavio Missoni Jr. (Missoni), Gerardo Cavaliere e Margherita Cardelli (Giuliva Heritage), Mariangela Oliveri, Patrizia Mirigliani, Pierluigi Paracchi (Genenta Science), Stefano Zavattoni e Piero Mastroberardino insieme allo chef Gianfranco Vissani. Questi protagonisti rappresentano filiere dove identità territoriale, ricerca e saperi artigianali si combinano per offrire prodotti e servizi riconosciuti sui mercati internazionali. Il riconoscimento conferito dal Premio Federitaly intende valorizzare queste traiettorie. La cerimonia non è stata una semplice premiazione: i premiati hanno partecipato a una tavola rotonda moderata dal giornalista Paolo Leccese, con un confronto che ha affrontato responsabilità aziendale, tutela dell’autenticità e modelli di governance per la qualità.
Paragrafo introduttivo: il Premio Federitaly ha scelto la blockchain per rafforzare la fiducia nel processo di premiazione.
La registrazione digitale del riconoscimento nasce dall’esigenza di rendere pubbliche, verificabili e immutabili le informazioni legate al premio: chi lo assegna, i criteri di selezione, e l’identità dei premiati. Le soluzioni tecnologiche presentate durante il convegno sono state illustrate come strumenti complementari alle pratiche di audit tradizionali e parte integrante del sistema «100% Made in Italy» promosso dalla Federazione. Il dibattito ha ribadito che innovazione digitale e identità tradizionale non sono in contraddizione: la tecnologia può essere strumento di tutela, non di omologazione, se applicata con regole etiche e trasparenza.
Il premio si configura come strumento e rafforza la diplomazia culturale dell’Italia: valorizzare ambasciatori dell’eccellenza significa costruire reputazione e fiducia sui mercati esteri. Dal fashion system alla ricerca scientifica, il riconoscimento segnala best practice e modelli replicabili e sostiene l’export di competenze e prodotti autentici. La giornata si è conclusa con l’esibizione del Quintetto d’Archi dell’Orchestra Filarmonica della Franciacorta, a sottolineare il rapporto stretto tra cultura e impresa. Sul piano operativo, Federitaly ha annunciato follow-up congiunti con università e fondazioni per tradurre le proposte in progetti concreti di tutela e internazionalizzazione.
Per le micro e piccole imprese italiane il messaggio principale del convegno è chiaro: l’identità produttiva va tutelata con misure concrete, dalla formazione alla certificazione fino all’accesso a strumenti digitali per la tracciabilità. Il Premio Federitaly rappresenta, in questo senso, un modello di riconoscimento che accompagna le best practice. Il confronto ha inoltre evidenziato la necessità di percorsi formativi specifici per manager e artigiani, programmi di internazionalizzazione e strumenti finanziari dedicati alle PMI per sostenere la transizione digitale e ambientale. Inoltre, gli interlocutori hanno sottolineato come reti di collaborazione tra distretti industriali e centri di ricerca possano accelerare l’adozione di standard condivisi e la diffusione di strumenti di misurazione dell’impatto socio-economico. È stata proposta la creazione di un osservatorio per monitorare i risultati nel medio periodo. Seguiranno dossier e report sulle azioni concordate. Sarà fondamentale misurare gli esiti nei prossimi 12 mesi. Il valore simbolico dell’iniziativa è chiaro: l’evento e la cerimonia ribadiscono l’importanza strategica del Made in Italy come patrimonio economico e valoriale, tracciabile, autentico e pronto a misurarsi con i mercati globali. Il Premio Federitaly contribuisce a consolidare pratiche di eccellenza e a creare riferimenti verificabili per i consumatori.
Scritto da: Michele Ceci
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