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GR News
today23.12.2025
In Italia il Natale è prima di tutto un momento di ritrovo conviviale di grande significato culturale, che passa prima di tutto dalla tavola. Le feste natalizie rappresentano il momento apicale per i consumi alimentari e per l’industria agroalimentare nazionale, che proprio a dicembre concentra una parte rilevante della propria produzione e delle vendite. Pasta, prodotti da forno, dolci tradizionali e cioccolato diventano i veri protagonisti di un periodo che unisce ritualità, identità e mercato di largo consumo.
Secondo Unione Italiana Food, nel 2024 l’industria alimentare italiana ha prodotto 3,5 milioni di tonnellate di pasta, 1,5 milioni di tonnellate di prodotti da forno e dolciari e oltre 380 mila tonnellate di cacao e cioccolato. Numeri che fotografano la forza di un comparto che trova nel Natale il suo momento di maggiore visibilità e valore simbolico.
Il mese di dicembre rappresenta uno snodo cruciale per molte categorie alimentari. I dati NielsenIQ confermano come, per diversi prodotti, il Natale coincida con il picco annuale dei consumi. Le famiglie italiane concentrano la spesa su alimenti fortemente legati alla tradizione, che diventano parte integrante dei momenti di convivialità. Come sottolinea Mario Piccialuti, Direttore Generale di Unione Italiana Food, «le festività valorizzano il meglio della nostra tradizione alimentare». Ricette nate nei territori, grazie al lavoro delle imprese, si sono trasformate in un patrimonio nazionale e oggi anche internazionale, rendendo il Made in Italy accessibile a consumatori di tutto il mondo.
Tra i simboli più riconoscibili del Natale italiano spiccano panettone e pandoro. Nel solo mese di dicembre vengono venduti oltre 33 milioni di pezzi, pari al 70 per cento dei consumi annui. Per otto italiani su dieci questi due dolci rappresentano il momento conclusivo dei pasti delle feste, confermandosi elementi centrali della ritualità natalizia. Nella storica contrapposizione tra i due grandi lievitati, il pandoro raccoglie il 52,6 per cento delle preferenze, mentre il panettone si ferma al 47,4 per cento. Al di là delle scelte individuali, entrambi stanno vivendo una trasformazione nelle abitudini di consumo. Sempre più spesso vengono acquistati anche fuori stagione, come gratificazione personale o prodotto da condividere. Il 65,4 per cento degli italiani li considera una dolce coccola, mentre una quota compresa tra il 5 e il 6 per cento ne apprezza l’utilizzo anche lontano dal periodo natalizio. Questa evoluzione si riflette anche sui mercati esteri. Nel 2024 l’export di panettone e pandoro ha raggiunto 13.468 tonnellate, per un valore di 113 milioni di euro. L’Europa resta il principale mercato di riferimento, seguita da Nord e Sud America e dall’Australia.
Il Natale italiano non si esaurisce nei grandi lievitati. Il torrone, prodotto simbolo a base di albume, zucchero, miele e mandorle, registra nel mese di dicembre vendite pari a 1.600 tonnellate, che corrispondono a un quarto del consumo annuo. Un dato che conferma il legame storico tra questo dolce e le festività. Il cioccolato occupa un ruolo altrettanto rilevante. A dicembre si consumano circa 18 mila tonnellate tra tavolette e praline, mentre le creme spalmabili dolci raggiungono le 4.900 tonnellate. Anche in questo caso, il mercato interno si affianca a una forte vocazione internazionale. Nel 2024 le esportazioni italiane di cacao e cioccolato hanno toccato quota 414.940 tonnellate, con un incremento del 4,9 per cento in volume e del 17,2 per cento in valore, per un totale di 2,883 miliardi di euro.
Accanto ai dolci, il Natale italiano si costruisce attorno ai primi piatti. La pasta rappresenta il filo conduttore che attraversa le tradizioni regionali, dai ravioli alle lasagne, dai cannelloni ai primi di pesce. L’Italia resta il Paese con il più alto consumo di pasta al mondo, con 23,3 chilogrammi pro capite all’anno. Nel solo mese di dicembre il consumo medio raggiunge 1,5 chilogrammi a persona, pari a circa 15 piatti. In occasione della Vigilia il pesce diventa protagonista, con il surgelato che assume un ruolo sempre più rilevante. Grazie alla possibilità di pianificare gli acquisti e ridurre gli sprechi, questo prodotto risponde alle esigenze organizzative delle famiglie. A dicembre se ne consumano 8.200 tonnellate, equivalenti a una o due porzioni a testa.
Le vacanze natalizie sono anche il periodo dei ritmi più lenti e della cucina domestica. Biscotti e basi per torte accompagnano colazioni e momenti di condivisione. Nel solo mese di dicembre si acquistano 33 mila tonnellate di biscotti, mentre nel 2024 la biscotteria ha raggiunto una produzione complessiva di 745.410 tonnellate, con un valore di 3,8 miliardi di euro. Cresce infine l’interesse per i preparati per dolci, con circa 200 mila confezioni vendute, a conferma di come il Natale continui a rappresentare il momento in cui tradizione, industria e consumo si incontrano in modo più evidente.
Scritto da: Michele Ceci
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