play_arrow
Radio Italia Network
play_arrow
Giornale Radio
play_arrow
Radio Podcast
play_arrow
70/80.it
play_arrow
GR News
today29.01.2026
Secondo l’analisi firmata da Deloitte, il fatturato complessivo delle imprese considerate è aumentato di circa il 41% nel periodo osservato, passando da 2.000 miliardi di euro nel 2018 a 2,8 miliardi nel 2024. Un balzo che conferma la solidità del Made in Italy anche in uno scenario macroeconomico complesso e segnato da forti discontinuità. Ancora più marcata la crescita della redditività. L’utile netto aggregato è salito nominalmente dell’83%, passando da 89,6 miliardi di euro nel 2018 a oltre 164 miliardi nel 2024. Un risultato che evidenzia una maggiore capacità delle imprese di difendere i margini, investire in efficienza e posizionarsi su segmenti a più alto valore aggiunto. L’espansione economica ha avuto effetti diretti anche sull’occupazione. Il numero complessivo degli addetti è aumentato di oltre il 20%, passando da 5,4 milioni a 6,5 milioni di lavoratori. In termini assoluti, si tratta di più di un milione di nuovi posti di lavoro creati in sei anni, un dato che rafforza il ruolo del Made in Italy come motore occupazionale del Paese.
Nel merito dei vari settori, la manifattura si conferma la vera colonna portante del sistema produttivo italiano. Le imprese manifatturiere analizzate da Deloitte hanno registrato una crescita del fatturato pari al 32,1%, accompagnata da un aumento dell’utile del 61,3% e dell’occupazione del 14,4%. Numeri che spiegano perché la manifattura resti la “regina” del Made in Italy, capace di coniugare export, innovazione e radicamento territoriale. Accanto alla manifattura, il commercio rappresenta un altro pilastro in termini di numerosità di imprese e volume di ricavi, con una crescita del fatturato del 38,2%. Tuttavia, il settore mostra margini mediamente più contenuti e una minore intensità di investimenti in digitalizzazione e innovazione, elementi chiave per sostenere la competitività nel medio periodo. Performance particolarmente brillanti arrivano anche dai servizi finanziari, che segnano un aumento del fatturato del 49,1% e un incremento del risultato netto del 131,4%. In questo comparto, però, la crescita dell’occupazione è più contenuta, pari al 7,8%, a causa dell’elevato livello di automazione e digitalizzazione dei processi.
Lo studio Deloitte evidenzia dinamiche positive anche in altri comparti. Le utilities e i servizi di pubblica utilità registrano una crescita del fatturato del 48,6%, mentre la consulenza e le attività professionali avanzano del 48,9%. Bene anche i servizi amministrativi, che beneficiano della crescente esternalizzazione da parte delle imprese più grandi. Al contrario, alcuni settori storicamente rilevanti per l’identità del Made in Italy, come agricoltura, tessile, servizi sociali e attività culturali e creative, mostrano ancora ampi margini di miglioramento. Pur avendo un impatto occupazionale significativo, queste filiere faticano a esprimere lo stesso dinamismo in termini di produttività e redditività, segnalando la necessità di politiche mirate e investimenti strutturali.
L’analisi mette in luce anche differenze rilevanti in base alla dimensione aziendale, riflettendo le peculiarità del tessuto imprenditoriale italiano. A trainare la crescita sono le grandi imprese, che nel periodo analizzato hanno visto aumentare gli utili del 92% e il fatturato del 43%. La spinta arriva in particolare dai settori dell’energia, del minerario, dei servizi finanziari, delle attività professionali e del manifatturiero avanzato. Le medie imprese mostrano una crescita robusta e bilanciata. Il fatturato aumenta del 64% e l’utile del 38%, con un impatto particolarmente significativo sull’occupazione. Gli addetti crescono del 26%, pari a oltre 370mila nuovi posti di lavoro, confermando il ruolo strategico della media impresa nel Made in Italy. Anche le piccole e micro imprese evidenziano un forte dinamismo, soprattutto nei comparti del manifatturiero, del commercio, delle costruzioni e dei servizi alle imprese. In molte nicchie produttive, queste realtà continuano a rappresentare un fattore distintivo del modello italiano, grazie a flessibilità, specializzazione e capacità di presidiare mercati di nicchia.
I risultati sono stati presentati nel report “WHY Italia” di Deloitte Private, illustrato alla Camera dei Deputati alla presenza di rappresentanti delle istituzioni e delle principali associazioni di categoria. Un’occasione che ha riacceso il dibattito sulle politiche industriali e sulle strategie necessarie per sostenere la crescita del Made in Italy in un contesto globale sempre più competitivo. La fotografia scattata da Deloitte racconta un sistema produttivo resiliente, capace di crescere anche in fasi di forte incertezza. La sfida ora è consolidare questi risultati, puntando su innovazione, capitale umano e internazionalizzazione, per trasformare la crescita a doppia cifra degli ultimi anni in uno sviluppo strutturale e duraturo.
Scritto da: Michele Ceci
Società editrice Nextcom srl, partita iva 06026720968 - REA MI 1865810 - Registro Operatori Comunicazione N 33572 - Sede Via Oberdan 22 Sesto San Giovanni - tel 02 45478600 - Whats Up 328 3368434 - Radio Italia Network è un Marchio Registrato all’UIBM by Media Next srl in esercizio aziendale esclusivo a Nextcom SRL - Concessione operatore DAB n 404 del 17-9-24

Commenti post (0)