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GR News
today04.08.2025
L’Italia sarà protagonista del futuro dell’esplorazione lunare con un habitat spaziale pensato per migliorare la qualità della vita degli astronauti. Dall’Università di Bologna a Thales Alenia Space, passando per l’Agenzia Spaziale Italiana, nasce un sistema integrato di ricerca e innovazione che porterà sulla Luna un insediamento umano sicuro e sostenibile. Il modulo abitativo lunare Mph, il Space Digital Living Lab e il programma Mics rappresentano i pilastri italiani della nuova corsa allo spazio.
Il cuore della progettazione di un nuovo habitat spaziale è il Space Digital Living Lab, progetto sviluppato dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna in collaborazione con Thales Alenia Space Italia. Si tratta di un ambiente fisico-digitale pensato per ideare, simulare e ottimizzare lo spazio interno dei moduli abitativi destinati alle missioni extraterrestri.
L’obiettivo è creare spazi che vadano oltre la mera sopravvivenza e che siano capaci di garantire comfort, salute psicofisica, funzionalità e sicurezza per chi vivrà e lavorerà nello spazio. Tra le innovazioni proposte, ci sono arredi modulari e personalizzabili, soluzioni per l’illuminazione sensoriale, sistemi di simulazione virtuale per analizzare l’usabilità degli ambienti e flussi di movimento, tutto all’interno di un approccio ispirato all’eco-design e alla sostenibilità.
Il progetto è finanziato dal Partenariato Esteso Mics – Made in Italy Circolare e Sostenibile, promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca con fondi PNRR. Coinvolge ricercatori, dottorandi e designer, affiancati da manager dell’area R&D di Thales Alenia Space, con la guida della project manager Laura Succini (UniBo).
Il lavoro del Space Digital Living Lab troverà piena applicazione nel progetto del modulo abitativo multiuso (Mph) destinato alla superficie lunare, frutto della collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e Thales Alenia Space Italia. Il contratto, firmato nel luglio 2025, prevede lo sviluppo di un avamposto umano permanente da lanciare nel 2033 dal Kennedy Space Center della NASA, nell’ambito del programma Artemis.
Mph ospiterà gli astronauti durante le missioni, permettendo lo svolgimento di esperimenti scientifici anche in assenza di equipaggio. Sarà progettato per resistere a condizioni estreme come le radiazioni, la polvere lunare, le escursioni termiche e gli impatti da micro-meteoriti. Avrà una durata operativa di almeno dieci anni e potrà interagire con altri moduli dell’infrastruttura Artemis.
Thales Alenia Space Italia, già leader europea nel settore dell’abitabilità spaziale, coordinerà il progetto insieme ad Altec e ad altri partner industriali italiani. Come sottolineato dal presidente dell’ASI Teodoro Valente, «Mph rappresenta una nuova sfida scientifica che punta a portare un insediamento umano confortevole e sicuro sulla Luna». Anche Giampiero Di Paolo, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia, ha ribadito che «si tratta di un’opportunità per guidare il progresso scientifico e tecnologico europeo nello spazio».
L’economia spaziale globale è in piena espansione. Secondo le stime, nel 2024 il settore ha raggiunto i 418 miliardi di dollari, con una crescita prevista del 6,7% annuo fino al 2034. In questo scenario, l’Italia si sta ritagliando un ruolo di primo piano grazie a progetti come l’habitat spaziale Mph e al lavoro sinergico tra enti pubblici, università e imprese del Made in Italy.
Oggi lo spazio non è più riservato agli astronauti: accoglie ricercatori, tecnici e anche piccole e medie imprese. La sostenibilità ambientale, l’equità sociale e la qualità della vita diventano temi centrali nella progettazione degli ambienti abitativi fuori dalla Terra. È in questo contesto che si inserisce anche il programma Mics, con l’obiettivo di promuovere l’economia circolare in tre settori strategici: moda, arredamento e meccanica-automazione.
Grazie ai fondi del PNRR (oltre 125 milioni di euro), Mics sostiene la ricerca e l’innovazione industriale in tutta Italia, con particolare attenzione al Mezzogiorno. Gli stessi principi di eco-design, sostenibilità e digitalizzazione vengono così applicati anche alla progettazione degli ambienti spaziali, confermando la crescente osmosi tra ricerca aerospaziale e industria manifatturiera italiana.
Il modulo Mph è un tassello fondamentale della Moon to Mars Strategy della NASA: la Luna come banco di prova per missioni umane sul pianeta rosso. La collaborazione tra ASI, NASA e Thales Alenia Space Italia conferma la centralità dell’Italia nelle strategie spaziali internazionali. Con il nuovo habitat spaziale, il nostro Paese non solo sviluppa infrastrutture avanzate, ma promuove un nuovo modello di abitabilità pensato per durare, adattarsi e migliorare la vita umana anche nei contesti più ostili.
Il recente varo della prima “Legge Spazio” italiana, approvata dal Parlamento, sancisce ufficialmente l’impegno del governo nel sostenere la space economy nazionale. La sinergia tra scienza, industria e istituzioni rende oggi l’Italia un laboratorio in grado di innovare, costruire e abitare il futuro oltre l’atmosfera.
Scritto da: Matteo Respinti
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