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Legge PMI, arriva il «bollino di garanzia» per la moda

today13.08.2025

Sfondo

Il disegno di legge annuale per le PMI introduce un nuovo strumento per tutelare la qualità e la legalità delle imprese del settore moda: il bollino di garanzia moda. La misura, contenuta in un pacchetto di emendamenti presentati da Fratelli d’Italia in commissione Industria al Senato, si accompagna a novità sui visti per manager stranieri e a incentivi fiscali per pensionati esteri. L’obiettivo è rafforzare il Made in Italy, attrarre professionalità qualificate e sostenere la competitività delle filiere produttive.

Certificazione unica: il bollino di garanzia moda

La proposta di legge prevede l’introduzione di una Certificazione unica di conformità per le imprese della filiera moda. Si tratta di un marchio ufficiale che potrà essere utilizzato dalle aziende in regola con una serie di requisiti legali, qualitativi e occupazionali, garantendo la tracciabilità e la correttezza delle attività svolte. Il riconoscimento, valido un anno, consentirà alle aziende di definirsi “Filiera della moda certificata” e sarà registrato in un elenco ufficiale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).

Il bollino di garanzia moda funzionerà come una sorta di “presunzione di legalità”: le imprese certificate saranno considerate conformi, ma potranno essere invitate dal Tribunale a adottare eventuali misure correttive. Solo in caso di mancato adeguamento scatteranno le sanzioni previste dal Codice antimafia.

Secondo il Mimit, guidato da Adolfo Urso, questa certificazione ha l’obiettivo di proteggere la reputazione internazionale del Made in Italy, riducendo il rischio che marchi e grandi aziende vengano coinvolti in scandali legati a fornitori irregolari. Confartigianato Moda ha accolto positivamente la proposta, sottolineando l’importanza di uno strumento che possa garantire “qualità, tracciabilità e legalità” e che coinvolga anche le piccole e medie imprese del settore.

I sindacati di categoria (Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL) hanno evidenziato come il bollino di garanzia moda possa diventare un deterrente contro fenomeni di sfruttamento e lavoro nero, se accompagnato da controlli capillari e da una normativa obbligatoria a livello nazionale.

Il bollino di garanzia moda nel contesto della legge PMI

L’introduzione del bollino di garanzia moda si inserisce all’interno del disegno di legge annuale per le PMI, il primo nella storia italiana, approvato in Consiglio dei Ministri a inizio 2025 e ora in fase di esame parlamentare. Oltre alla certificazione per la moda, il pacchetto prevede incentivi e strumenti dedicati alle micro, piccole e medie imprese, tra cui i Mini Contratti di Sviluppo per progetti di investimento compresi tra i 3 e i 20 milioni di euro.

Per il settore moda, il governo ha previsto un fondo da 100 milioni di euro per sostenere innovazione e aggregazioni, con particolare attenzione alla digitalizzazione e alla transizione sostenibile. Inoltre, il Mimit ha annunciato il rifinanziamento del credito d’imposta da 250 milioni di euro per design e nuovi campionari, a sostegno della creatività italiana.

Secondo il ministro Urso, “la moda è simbolo del Made in Italy nel mondo, ma deve essere difesa da pratiche sleali e concorrenza illegale, proteggendo allo stesso tempo il lavoro di qualità e le competenze artigianali”.

Visti speciali per manager stranieri

Oltre al bollino di garanzia moda, gli emendamenti di Fratelli d’Italia intervengono sul programma “Destinazione Italia”, pensato per attrarre talenti e investimenti esteri. La proposta prevede che i manager stranieri che ricoprono ruoli apicali (presidente, amministratore delegato, consigliere di amministrazione)  in società con capitale superiore a 1 milione di euro e sede operativa in Italia possano ottenere un visto per lavoro autonomo senza quote e senza limiti temporali.

La misura punta a facilitare l’arrivo di figure manageriali di alto profilo, capaci di portare know-how e reti internazionali alle imprese italiane, in particolare nelle filiere strategiche come quella della moda. Tuttavia, l’emendamento introduce anche una restrizione al visto speciale per investitori: l’accesso sarà limitato a chi ha effettuato un investimento nei sei mesi precedenti alla domanda, oppure a progetti di almeno 25 milioni di euro con ricadute occupazionali significative.

Incentivi fiscali per pensionati stranieri

Il pacchetto di modifiche alla legge PMI include anche un’estensione delle agevolazioni fiscali per i pensionati stranieri che decidono di trasferire la residenza in Italia. La soglia demografica dei comuni ammessi passa da 20.000 a 60.000 abitanti, ampliando così il numero di centri che potranno attrarre residenti esteri con il regime di imposta sostitutiva del 7% sui redditi prodotti all’estero.

Questa misura, già in vigore in molte aree del Sud Italia, mira a incentivare l’arrivo di nuovi residenti, favorendo il ripopolamento di città medie e piccole e generando nuove opportunità economiche per il commercio locale.

Prospettive e impatto atteso

L’approvazione definitiva del bollino di garanzia moda potrebbe segnare un cambio di passo per il settore. Secondo le associazioni di categoria, la certificazione consentirebbe alle imprese italiane di distinguersi sui mercati internazionali, rafforzando la fiducia di partner e consumatori. In un comparto che, secondo i dati Mimit, vale oltre 100 miliardi di euro di fatturato annuo e impiega circa 500.000 addetti, la reputazione è un asset strategico.

Gli osservatori sottolineano che il successo della misura dipenderà dall’efficacia dei controlli, dalla chiarezza dei criteri di certificazione e dalla capacità di coinvolgere l’intera filiera, dalle grandi maison alle piccole realtà artigianali. Se applicato correttamente, il bollino di garanzia moda potrà diventare un modello replicabile in altri settori del Made in Italy, come l’agroalimentare e l’arredamento.

Scritto da: Matteo Respinti

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