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GR News
today07.08.2025
L’estate 2025 conferma una tendenza ormai consolidata: l’Italia è la meta preferita dai vacanzieri. Secondo Federalberghi e Tecnè, l’88% degli italiani ha scelto di restare nel Paese per le ferie, con una spesa complessiva di 41,3 miliardi di euro e 36,1 milioni di partenze.
L’Italia si conferma anche quest’anno la destinazione estiva più amata dagli italiani. Secondo l’indagine condotta da Tecnè per Federalberghi, l’88% dei vacanzieri ha scelto di restare entro i confini nazionali, pari a circa 32 milioni di persone. Si tratta di un dato rilevante, che conferma il primato dell’Italia nel cuore dei suoi cittadini anche in un contesto internazionale competitivo.
A partire tra giugno e settembre saranno 36,1 milioni di italiani, di cui 25,4 milioni adulti e 10,7 milioni minorenni, generando un giro d’affari di 41,3 miliardi di euro, in crescita dell’1,7% rispetto al 2024. Solo il 12% dei turisti italiani andrà all’estero, scegliendo prevalentemente località balneari europee vicine all’Italia (57%), capitali europee (16,4%) o, per i più fortunati, mete tropicali (10,7%).
Il turismo domestico si dimostra così resiliente e capace di intercettare esigenze diverse: dal relax al mare alla vacanza culturale, passando per benessere, natura e gastronomia. Il dato conferma una trasformazione già in corso: l’Italia preferita dai vacanzieri non è solo un riflesso del paesaggio, ma anche della qualità dei servizi e dell’esperienza proposta.
Il report di Federalberghi individua le Regioni più gettonate per l’estate 2025: Toscana, Emilia-Romagna, Sicilia, Puglia, Lombardia, Campania e Sardegna. Si tratta di destinazioni in grado di offrire un mix tra mare, cultura, gastronomia e accoglienza, che incontrano i desideri di una platea turistica sempre più variegata.
La motivazione principale resta la vacanza balneare, scelta dal 76,9% dei viaggiatori. Tuttavia, cresce anche l’interesse per i luoghi immersi nella natura e per le mete legate alla tranquillità, al benessere e alla cultura. Le località montane, lacustri e termali raccolgono il 16% delle preferenze, mentre le città d’arte, pur penalizzate dai mesi estivi più caldi, attraggono ancora il 4,2% dei vacanzieri.
A guidare la scelta delle destinazioni è soprattutto la bellezza naturale (66,8%), seguita dalla familiarità con il luogo (33,2%), dalla facilità di accesso (26,5%) e dalla presenza di occasioni di svago (21,6%). Tutti elementi che rafforzano la centralità dell’Italia preferita dai vacanzieri come scelta razionale e affettiva insieme.
Significativo anche il peso delle famiglie con bambini, che rappresentano una quota crescente della domanda turistica estiva. Cresce la sensibilità verso offerte family-friendly e mete facilmente raggiungibili in auto, che confermano la rilevanza delle destinazioni italiane per chi viaggia con figli.
Tra i cambiamenti più evidenti dell’estate 2025 c’è la frammentazione delle ferie. La vacanza lunga tradizionale viene sempre più sostituita da soggiorni brevi ma ripetuti, con un terzo dei vacanzieri (33,6%) che dichiara di fare almeno due periodi di vacanza, anche brevi. Nello specifico:
La durata media della vacanza principale è di 10 giorni (leggermente in calo rispetto ai 10,3 del 2024), mentre le vacanze secondarie durano in media 4,4 giorni. Questa nuova organizzazione del tempo libero risponde a esigenze di flessibilità lavorativa, ottimizzazione dei costi e desiderio di sperimentare più destinazioni.
Anche la destagionalizzazione è un trend consolidato. Se agosto resta il mese più frequentato (17,5 milioni di viaggiatori), crescono giugno (15,7 milioni), luglio (16,1 milioni) e settembre (4,7 milioni). È un cambiamento significativo, che consente di distribuire meglio i flussi turistici, rendere più sostenibili i territori e migliorare l’esperienza per tutti. Come sottolinea Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, «agosto perde centralità, mentre crescono giugno e settembre. È un segnale molto positivo: si afferma un turismo più accessibile e sostenibile».
In questo nuovo contesto, l’Italia preferita dai vacanzieri dimostra di essere capace di adattarsi a una domanda più esigente, che cerca qualità, flessibilità e autenticità.
Dal punto di vista economico, la spesa turistica dell’estate 2025 si distribuisce così:
La spesa media pro capite è di 888 euro per la vacanza principale e 518 euro per le altre, con un incremento del costo giornaliero, che testimonia una crescita della qualità dell’esperienza, più che della quantità. L’Italia preferita dai vacanzieri è dunque sempre più una destinazione esperienziale.
La distribuzione delle spese conferma questa trasformazione:
Le attività più amate? Passeggiate (72,3%), serate con amici (51,2%), escursioni (47,8%) e cene fuori (44%). Per quanto riguarda il pernottamento, le opzioni più diffuse sono:
Il mezzo di trasporto preferito resta l’automobile (66,6%), seguita da aereo (20,7%) e treno (4,4%). La prenotazione diretta è la modalità prevalente (46,3%), con il 75% degli italiani che pianifica le vacanze con 1–2 mesi di anticipo.
Tuttavia, non tutti riescono a partire. Quasi la metà degli italiani (49,2%) non farà vacanze estive. Le ragioni principali sono di tipo economico (54,8%), sanitario (24,5%) o familiare (23,9%). Bocca lancia un appello: «Serve un turismo più accessibile, capace di offrire occasioni di benessere per tutti».
Scritto da: Matteo Respinti
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