play_arrow
Radio Italia Network
play_arrow
Giornale Radio
play_arrow
Radio Podcast
play_arrow
70/80.it
play_arrow
GR News
Il tribunale online è il primo esperimento italiano di giustizia digitale pensato per facilitare l’accesso dei cittadini ai procedimenti civili. Avviato dal ministero della Giustizia e inserito nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il progetto punta a digitalizzare la cosiddetta volontaria giurisdizione, cioè quelle pratiche per cui non è necessario un avvocato. Attivo in alcune sedi pilota, il sistema permette di presentare istanze tramite un portale web ufficiale, ma presenta ancora diverse criticità. Ecco come funziona e quali sono i suoi punti di forza e debolezza.
Il tribunale online nasce con il decreto legge 24 febbraio 2023, n. 13, che prevede, tra le altre misure, l’introduzione di strumenti digitali per l’amministrazione della giustizia. In particolare, l’articolo 36 stabilisce la possibilità di presentare telematicamente le domande relative a procedimenti civili non contenziosi. Si tratta di un’area della giustizia chiamata volontaria giurisdizione, che comprende atti come la nomina dell’amministratore di sostegno, la richiesta di autorizzazioni per atti che coinvolgono minori, o la gestione di eredità giacenti.
A promuovere il progetto è il ministero della Giustizia, che ha stanziato fondi anche grazie al sostegno del PNRR e del programma React-EU. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, alleggerire il carico delle cancellerie, spesso in sofferenza di organico; dall’altro, avvicinare i cittadini a un sistema giudiziario più moderno e accessibile.
Il portale del tribunale online è stato messo a disposizione a partire dal 1° marzo 2024 in sette tribunali pilota, a cui si è aggiunto quello di Roma dal 1° luglio 2025. L’intenzione è estendere progressivamente il servizio a tutta Italia entro i prossimi anni.
Il funzionamento del tribunale online è semplice in teoria, ma complesso nei dettagli. Il cittadino può accedere al portale tramite il sito ufficiale del ministero della Giustizia, autenticandosi con SPID, CIE o CNS e firmando digitalmente i documenti richiesti. Una volta entrato, può selezionare il tipo di procedura da avviare tra quelle disponibili, compilare i moduli online, caricare eventuali allegati e inviare tutto telematicamente.
Tra i procedimenti già attivi figurano la nomina dell’amministratore di sostegno, la richiesta di proroga per l’inventario, l’autorizzazione alla vendita di beni ereditari e la nomina del curatore o del cancelliere incaricato. Tutte queste pratiche fanno parte della volontaria giurisdizione e, in quanto tali, possono essere presentate senza l’assistenza di un legale.
Il portale consente inoltre di monitorare lo stato della pratica, ricevere aggiornamenti via email e accedere a una sezione dedicata alla modulistica. Tuttavia, non è ancora disponibile un servizio di assistenza diretta: non ci sono chatbot, numeri di telefono o helpdesk per utenti in difficoltà.
Tra i principali vantaggi del tribunale online c’è la possibilità di eliminare tempi morti e attese agli sportelli. L’invio telematico delle istanze consente di risparmiare tempo, evitare spostamenti fisici e garantire tracciabilità delle operazioni. Ogni documento inviato viene protocollato digitalmente e al cittadino viene rilasciata una ricevuta ufficiale.
Inoltre, il sistema punta a rendere più trasparente il rapporto tra cittadini e giustizia, digitalizzando anche le comunicazioni e semplificando l’interazione con gli uffici giudiziari. In prospettiva, il ministero della Giustizia intende ampliare il numero di procedimenti attivabili online e coinvolgere nuovi tribunali, fino a coprire l’intero territorio nazionale.
La digitalizzazione della volontaria giurisdizione è particolarmente utile perché si tratta di una branca del diritto spesso trascurata ma di grande impatto sociale: riguarda anziani, minori, famiglie in difficoltà. Facilitare l’accesso a questi strumenti è un passo importante verso una giustizia più inclusiva.
Nonostante le potenzialità, il tribunale online presenta ancora diverse criticità. Innanzitutto, l’interfaccia del portale non è sempre intuitiva: manca una spiegazione chiara dei servizi disponibili e del loro funzionamento. Spesso l’utente deve navigare più pagine prima di capire se può effettivamente avviare una determinata procedura.
Anche il linguaggio utilizzato è molto tecnico, più adatto a operatori del diritto che a cittadini comuni. Chi non ha familiarità con termini giuridici potrebbe trovarsi spaesato, specialmente se accede per la prima volta. Mancano esempi pratici, spiegazioni contestuali o tutorial che accompagnino l’utente passo dopo passo.
Sul fronte dell’accessibilità, non tutte le sezioni del sito risultano aggiornate agli standard previsti per i soggetti con disabilità. L’assenza di assistenza in tempo reale complica ulteriormente l’esperienza, lasciando l’utente solo nel caso in cui qualcosa non funzioni.
Infine, la promozione del servizio è ancora debole: molti cittadini ignorano l’esistenza del tribunale online. Una campagna di comunicazione più incisiva, anche attraverso i social network, potrebbe contribuire a far conoscere meglio il servizio e le sue potenzialità.
Scritto da: Matteo Respinti
Società editrice Nextcom srl, partita iva 06026720968 - REA MI 1865810 - Registro Operatori Comunicazione N 33572 - Sede Via Oberdan 22 Sesto San Giovanni - tel 02 45478600 - Whats Up 328 3368434 - Radio Italia Network è un Marchio Registrato all’UIBM by Media Next srl in esercizio aziendale esclusivo a Nextcom SRL - Concessione operatore DAB n 404 del 17-9-24
Radio Italia Network® è un marchio registrato in Italia Europa e UK

Commenti post (0)