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Il presidente ITA, Matteo Zoppas: l’export italiano tiene nonostante le incertezze

today17.10.2025

Sfondo

Ha preso la parola in occasione della pubblicazione della nota ISTAT sul Commercio con l’estero il Presidente dell’Agenzia per l’Internazionalizzazione e la promozione all’Estero (ICE o ITA, Italian Trade Agency), Matteo Zoppas. Che, nonostante le varie incertezze connesse alla ripresa di politiche doganali più stringenti, si è mostrato molto soddisfatto dell’andamento generale del Made in Italy e della sua resilienza.

Cosa ha detto Zoppas: dati e contesto

Zoppas afferma che l’export made in Italy nei primi otto mesi del 2025 registra una crescita del +2,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. Ad agosto, però, l’andamento congiunturale è stato più debole: l’export ha segnato un −1,1% rispetto ad agosto 2024. Zoppas evidenzia che i mercati esteri più penalizzati sono Stati Uniti (−21,1 % ad agosto), Turchia (−25,9 %) e Cina (−16,3 %). Sul fronte settoriale, il settore moda è in particolare sofferenza (−7,6 % cumulato), con un calo più drastico nei consumer goods (−19,1 % ad agosto) e nell’agroalimentare (−22,8 %) rispetto allo stesso mese del 2024. Secondo Zoppas, il motivo per cui l’impatto reale dei dazi non è ancora pienamente visibile è che molte delle tariffe sono state assorbite dalle catene distributive, senza ancora tradursi in rincari al consumo. Tuttavia, avverte che se dovessero aumentare i prezzi, il mercato potrebbe subire rallentamenti, soprattutto in uno scenario in cui il rapporto euro/dollaro rimane sfavorevole.  In aggiunta, Zoppas richiama il ruolo del governo, del ministero degli Affari Esteri (Antonio Tajani) e delle agenzie come SACE, SIMEST, CDP e ICE per coordinare una risposta unitaria all’emergenza. Le dichiarazioni di Matteo Zoppas escono in un contesto nazionale, ma con visione internazionale: il messaggio è rivolto soprattutto alle imprese esportatrici e agli stakeholders del sistema nazionale dell’export. Altri contesti rilevanti in cui Zoppas ha parlato del tema includono Vinitaly 2025, dove ha espresso preoccupazione per l’impatto delle nuove tariffe nel campo agro-alimentare e vinicolo. In quel contesto ha detto: «I dazi possono essere superati», sottolineando l’importanza della fiducia e dell’adattamento strategico.

Rischi e opportunità?

Le osservazioni di Matteo Zoppas hanno rilievo perché provengono dal vertice di un’agenzia centrale per l’export, e riflettono le tensioni reali che le imprese italiane stanno affrontando. In primo luogo, confermano che l’export ha mostrato una certa resilienza finora, ma l’elemento “tensione” è già latente nei settori più esposti, come moda e agroalimentare. In secondo luogo, segnalano che la gestione delle catene distributive ha finora attutito l’impatto, ma che non è detto che possa continuare così. Terzo, indicano che il cambio euro/dollaro è un “dazio invisibile” che aggrava il peso delle tariffe estere. Infine, sottolineano che uno sforzo coordinato tra governo, ministeri e agenzie può contribuire a mitigare gli effetti e orientare le imprese verso mercati alternativi o diversificati. Ad esempio, Zoppas ha sottolineato che l’export extra-UE nel primo semestre 2025 registra una crescita positiva (+4,7 % a giugno su base annua). In parallelo, il risultato dell’export verso gli USA cresce in quel periodo del 10,3 % su base annua, confermando che, a dispetto delle tensioni tariffarie, il mercato statunitense resta centrale. Queste dinamiche suggeriscono che le imprese italiane dovranno puntare su valore (marca forte, qualità), diversificazione geografica e strategie di “buffering” nelle relazioni commerciali.

Prospettive per i prossimi mesi

Secondo Matteo Zoppas, i mesi a venire saranno decisivi per capire fino a che punto il sistema Italia potrà assorbire l’impatto delle tariffe. Se i prezzi aumentassero, le imprese e i consumatori potrebbero ridurre gli acquisti, e il motore dell’export perderebbe colpi. Il rapporto euro/dollaro sarà una leva da monitorare: un cambio sfavorevole amplificherebbe l’effetto dei dazi. Parallelamente, sarà cruciale l’operato del governo e la capacità del sistema paese di mettere in campo strumenti di sostegno e promozione. Inoltre, le imprese dovranno guardare anche a nuovi mercati, tecnologie digitali, logistica agile e rafforzamento del branding per resistere in un contesto che si sta ridefinendo.

Scritto da: Michele Ceci

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