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Il Made in Italy conquista Barcellona allo IED

today21.10.2025

Sfondo

Il Made in Italy ha conquistato la capitale catalana con un evento che celebra la sua capacità di unire storia, creatività e innovazione italiana. Presso l’Istituto Europeo di Design (IED) di Barcellona si è svolta ieri la tappa spagnola del roadshow internazionale “Tra tradizione e innovazione”, promosso dalla Made in Italy Community. L’incontro, terzo appuntamento in Spagna dopo Madrid e Valencia, ha riunito imprenditori, istituzioni e aziende per rafforzare il legame economico e culturale tra Italia e Spagna. Come ha ricordato Roberto Santori, fondatore della Community, «abbiamo cominciato quattro anni fa per risvegliare negli italiani la consapevolezza delle eccellenze che ci appartengono. Poi siamo usciti dai confini, partendo proprio dalla Spagna, ponte naturale per il nostro Paese».

Il dialogo tra Italia e Spagna al centro del roadshow

La tappa di Barcellona 2025 ha messo in luce la forza delle imprese italiane all’estero, sempre più protagoniste anche in settori ad alta tecnologia. L’evento è stato organizzato con il supporto del Consolato Generale d’Italia, della Camera di Commercio Italiana di Barcellona, di Foment del Treball e dello IED. Nel suo intervento, Patrizia La Daga, giornalista e Ambassador della Community in Spagna, ha spiegato: «Il nostro obiettivo è far dialogare il mondo istituzionale e quello privato, creando ponti concreti tra eccellenze italiane e mercati internazionali». Dopo il saluto del direttore dello IED Barcellona Andrea Marchesi e del console Mattia Lupini, l’attenzione si è concentrata sul valore economico del Made in Italy e sul ruolo della diplomazia economica italiana. «Ogni ambasciata deve diventare un punto di riferimento per le imprese», ha affermato Lupini, evidenziando il nuovo approccio del Ministero degli Esteri.

Tradizione, innovazione e design: il DNA del Made in Italy

Il presidente della Camera di Commercio Italiana a Barcellona, Igor Garzesi, ha definito il Made in Italy «un modo di fare, di parlare e di vedere il mondo». Anche Mar Alarcon, vicepresidente di Foment del Treball, ha sottolineato la vocazione mediterranea di questo legame economico e culturale: «Il Mediterraneo per noi non è una frontiera, ma un trait d’union. Forse non è più solo Made in Italy, ma un Made in Together per un futuro condiviso». Dalla moda al design, fino alle nuove frontiere tecnologiche, il Made in Italy continua a distinguersi per la sua capacità di fondere creatività e sostenibilità. Durante il dibattito, moderato da Patrizia Daga, è emerso come la qualità italiana resti sinonimo di fiducia e desiderio. Secondo uno studio presentato da Danilo Melle, chief commercial officer di TP Infinity, l’82% degli spagnoli è disposto a pagare fino al 20% in più per un prodotto autenticamente italiano. Un dato che conferma la forza del marchio Italia nei mercati esteri.

Le imprese italiane all’estero raccontano il successo

Numerose testimonianze hanno arricchito la tappa catalana del roadshow. Luca Bradaschia, general manager di Amplifon Spagna, ha ricordato l’importanza del legame tra design, tecnologia e cura delle persone, mentre Alessandro Di Salvo di Italtel ha evidenziato la lunga tradizione dell’azienda nelle telecomunicazioni e il suo impegno nell’intelligenza artificiale e nella cybersicurezza. Nel settore agroalimentare, Pierluigi Galloni, fondatore di Garda Import, ha raccontato: «Da quarant’anni selezioniamo le eccellenze italiane. Oggi serviamo 4.500 clienti in Spagna e continuiamo a divertirci come una famiglia». Anche Andrea Pozzolini, CEO di Rhea Vendors Group, ha posto l’accento sul valore estetico dei prodotti italiani: «Le nostre macchine del caffè sono progettate per creare bellezza, anche in un momento quotidiano. Esportiamo il 100%, ma la nostra identità resta italiana». Il contributo del design è stato sottolineato da Andrea Sica di Smeg España: «Ogni nostro prodotto è un pezzo d’arte, frutto della collaborazione con i migliori architetti».

Giovani, università e innovazione: il futuro del Made in Italy in Spagna

Nel mondo dell’istruzione, Valeria Saltarelli, rappresentante della Luiss a Barcellona, ha ricordato come l’università lavori per mantenere vivi i rapporti tra accademia e impresa, valorizzando l’innovazione italiana in chiave internazionale. Tra le nuove storie di successo, spicca quella di Valentina Pizzuti, giovane fondatrice di “Valentina e Pasqualina”, impresa nata con la nonna 89enne per creare un tiramisù gelato da passeggio. Una storia che incarna perfettamente la creatività e la resilienza del Made in Italy contemporaneo. Anche la tecnologia trova spazio nel racconto di Massimiliano Brigida, fondatore di It’s Week – La Tech Made in Italy: «Si parla molto di cibo e moda, ma anche la tecnologia nasce in Italia. E vogliamo raccontarlo». Da Barcellona parte dunque un messaggio chiaro: il Made in Italy non è solo una firma di stile, ma una cultura industriale e sociale che guarda al futuro con fiducia, innovazione e identità.

 

Scritto da: Michele Ceci

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