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GR News
La giornata si è aperta all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, dove RCS Sports & Events, insieme ad ICE – Italian Trade Agency, ha riunito istituzioni, imprese e stakeholder internazionali per discutere sul ruolo della Bike Economy e sulla centralità italiana nel settore. Il Giro d’Italia si presenta qui come un tassello essenziale della strategia di promozione nazionale, sia in termini di immagine sia in termini economici. Secondo i dati illustrati durante il panel, l’evento ha generato un ritorno economico di 2,1 miliardi di euro solo grazie ai tifosi lungo il percorso della Corsa Rosa, includendo sia l’impatto diretto sia quello indiretto legato al ritorno turistico nei territori attraversati. Una crescita evidente rispetto alle prime rilevazioni del 2023. I numeri presentati da Banca Ifis confermano che il pubblico internazionale che segue il Giro mantiene una propensione stabile all’acquisto di prodotti italiani. Circa 1,5 milioni di fan stranieri trasformano il proprio entusiasmo sportivo in preferenze d’acquisto, generando un valore superiore ai 2,5 miliardi l’anno per il Made in Italy. Tra i settori più apprezzati emergono il food & beverage e la moda, aree simbolo della tradizione e dell’eleganza italiana.
Il Giro d’Italia ha ulteriormente rafforzato la sua dimensione internazionale grazie alla Grande Partenza dall’Albania. Per la prima volta, l’analisi di Banca Ifis ha misurato l’impatto economico e di reputazione delle tappe all’estero, mostrando come lo sport possa essere un efficace strumento di soft power. Il gradimento verso la scelta del via in Albania è altissimo: il 92% degli spettatori valutano positivamente la decisione, mentre il 74% riconosce un forte valore turistico per entrambi i Paesi. Ancora più significativo è il dato che mostra come il Giro contribuisca a rafforzare i legami culturali: il 38% del pubblico vede nell’evento un ponte tra Italia e Albania, e il 25% percepisce un miglioramento dell’immagine dell’Italia come Paese inclusivo e collaborativo. Una conferma ulteriore arriva dal commento del deputato europeo Andrey Kovatchev, che ha collegato l’arrivo del Giro in Bulgaria nel 2026 al percorso del suo Paese verso la piena integrazione europea: «Ogni euro investito nello sport genera crescita, turismo e valore sociale». Anche questo rientra nella narrativa del Giro d’Italia, capace di unire sport, diplomazia e sviluppo economico.
Sul palco del Forum sono intervenuti alcuni dei protagonisti del mondo economico e sportivo.
Il presidente di RCS MediaGroup, Urbano Cairo, ha ribadito come il Giro abbia ormai “un impatto concreto sullo sviluppo dei territori e delle imprese italiane”, sottolineando l’ingresso dell’evento “in un’altra dimensione”. Dal punto di vista istituzionale, il presidente di ICE Matteo Zoppas ha evidenziato che il Giro d’Italia rappresenta “una piattaforma strategica per la promozione industriale e culturale”, supportata da dati di export della Bike Economy in crescita: +6,1% nei primi otto mesi del 2025. Significativo anche il contributo del territorio, rappresentato da Davide Cassani, presidente APT Emilia-Romagna, che ha spiegato come il cicloturismo sia ormai “un prodotto turistico strutturato”, con 500.000 presenze annuali, oltre 9.000 percorsi e un impatto economico stabile per hotel, servizi e ristorazione. Le imprese della filiera, da Manifattura Valcismon a NIMBL, hanno confermato il valore della Corsa Rosa come vetrina globale per qualità, tradizione e design, pilastri del giro d’Italia made in italy.
L’intervento di Matteo Cassina, CEO di Passoni e Ashmei, ha evidenziato un punto chiave: la dimensione digitale. Secondo il manager, ogni corridore e ogni team sono strumenti mediatici autonomi, capaci di amplificare esponenzialmente la visibilità del Giro. Questo porta la gara a superare i confini televisivi tradizionali e a imporsi come un media event a tutti gli effetti. La narrazione visiva — dalle riprese aeree ai contenuti social — rende il Giro d’Italia un viaggio attraverso paesaggi, borghi, industrie e culture. Ciò contribuisce non soltanto a valorizzare il brand Italia, ma anche a stimolare investimenti locali, miglioramenti infrastrutturali e flussi turistici annuali. La Corsa Rosa, come ricordato da NIMBL, è un evento che dura tre settimane ma “genera valore per dodici mesi”, diventando un motore di identità e sviluppo economico.
Scritto da: Michele Ceci
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