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GR News
today11.09.2025
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha inaugurato a Trieste la nuova Casa del Made in Italy, ospitata nel Palazzo delle Poste di piazza Vittorio Veneto. Alla cerimonia erano presenti il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, il sindaco della città Roberto Dipiazza, il prefetto Giuseppe Petronzi e numerosi rappresentanti delle associazioni di categoria e degli enti locali. La struttura sarà un punto di riferimento per le aziende del territorio e per l’intero distretto produttivo regionale.
Con l’apertura di Trieste salgono a diciannove le sedi delle Case del Made in Italy, il progetto lanciato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per creare una rete di presidi territoriali a supporto del tessuto produttivo.
«La Casa del Made in Italy rappresenterà il punto di riferimento per un distretto produttivo particolarmente importante, come quello di Trieste», ha dichiarato Urso durante l’inaugurazione. «Confermiamo così la strategia di rafforzare la presenza dello Stato accanto agli imprenditori e alle attività locali».
Trieste è stata scelta per la sua posizione strategica: città portuale e crocevia di traffici internazionali, rappresenta un nodo essenziale per la logistica e l’export verso i mercati dell’Europa centrale e orientale. L’apertura della nuova Casa risponde quindi all’esigenza di valorizzare un territorio che storicamente ha avuto una forte vocazione commerciale e manifatturiera.
La Casa del Made in Italy di Trieste si configura come sportello unico, con servizi già operativi rivolti sia alle imprese sia ai cittadini. Tra le principali funzioni ci sono il supporto all’internazionalizzazione, l’orientamento su bandi e incentivi nazionali e regionali, la promozione dell’innovazione digitale e della transizione green.
Gli imprenditori potranno rivolgersi alla struttura per ricevere assistenza nella partecipazione a programmi di finanziamento, per ottenere informazioni su misure di sostegno alla crescita e per avviare contatti utili a sviluppare relazioni sui mercati esteri. Sarà inoltre possibile avere un punto di riferimento per affrontare le sfide legate alla sostenibilità ambientale e alla digitalizzazione dei processi produttivi.
Un ruolo centrale sarà dedicato anche alla tutela del Made in Italy e alla lotta contro l’italian sounding, fenomeno che ogni anno sottrae valore alle produzioni autentiche italiane e danneggia la competitività delle imprese sui mercati internazionali.
La Casa non si limiterà a fornire servizi di consulenza, ma raccoglierà anche le istanze delle imprese locali per trasmetterle al Ministero, creando un canale diretto di comunicazione tra il territorio e le istituzioni nazionali.
La cerimonia di inaugurazione ha visto la presenza di numerose autorità. Il ministro Ciriani ha sottolineato come «la vicinanza dello Stato alle imprese sia una condizione necessaria per rafforzare la competitività del Paese».
Il presidente Fedriga ha rimarcato il valore della scelta di Trieste come sede: «Questa Casa del Made in Italy è un segnale concreto di attenzione al Friuli Venezia Giulia e alla sua capacità produttiva, un patrimonio che va sostenuto e rilanciato».
Il sindaco Dipiazza ha evidenziato come la struttura possa rappresentare «un’occasione di semplificazione nei rapporti tra imprese e istituzioni», mentre il prefetto Petronzi ha richiamato l’importanza della collaborazione tra tutti gli attori del territorio per creare un contesto favorevole agli investimenti.
Il ministro Urso ha ribadito che le Case del Made in Italy non comportano costi aggiuntivi per lo Stato, poiché nascono dalla riorganizzazione delle risorse già in dotazione al Mimit, affiancando gli ispettorati territoriali presenti nelle diverse regioni.
La Casa di Trieste si inserisce in un progetto più ampio che mira a creare una rete nazionale di presidi istituzionali. Attualmente sono diciannove le sedi già operative, distribuite in città come Milano, Napoli, Palermo, Bologna, Torino, Venezia e Firenze. L’intenzione del Ministero è di estendere progressivamente la presenza in tutte le regioni, così da offrire a ogni distretto produttivo un punto di riferimento stabile.
L’iniziativa rientra in una strategia più ampia che punta a sostenere la crescita del tessuto imprenditoriale italiano in un contesto internazionale sempre più competitivo. Internazionalizzazione, digitalizzazione e sostenibilità sono i tre pilastri su cui si fonda il progetto, insieme alla difesa dell’identità e del valore del Made in Italy.
Secondo i dati diffusi dal Ministero, le Case del Made in Italy hanno già registrato nelle città in cui operano un incremento delle richieste di assistenza da parte delle imprese, segno della necessità di avere sul territorio un punto di contatto diretto con le istituzioni.
L’apertura della Casa del Made in Italy di Trieste rappresenta un passo ulteriore nel rafforzamento del legame tra istituzioni e sistema produttivo. La città, già protagonista di importanti iniziative nel campo della logistica, della ricerca e dell’innovazione, potrà ora contare su una struttura capace di accompagnare imprese e cittadini in percorsi di crescita e internazionalizzazione.
Per il governo, il progetto risponde a un duplice obiettivo: garantire alle imprese strumenti concreti di supporto e rafforzare la presenza dello Stato sul territorio, accorciando le distanze tra amministrazione centrale e realtà locali.
In un momento in cui la competizione internazionale richiede capacità di adattamento, innovazione e sostegno istituzionale, le Case del Made in Italy si propongono come un modello di prossimità e di ascolto delle esigenze produttive. Trieste, con il suo ruolo di porta d’Europa, diventa così un tassello fondamentale di questa strategia.
Scritto da: Matteo Respinti
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