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GR News
today01.09.2025
Inaugura il 5 settembre 2025 “Ars Sine Finibus”, il primo parco d’arte contemporanea transfrontaliero permanente tra Italia e Slovenia. Il progetto, che unisce i vigneti del Collio e del Brda, trasforma il paesaggio vitivinicolo in un museo a cielo aperto. Inserito nel programma di Gorizia e Nova Gorica Capitale Europea della Cultura 2025, l’iniziativa diventa simbolo di dialogo, sostenibilità e collaborazione culturale tra comunità storicamente divise da un confine.
Il parco d’arte contemporanea transfrontaliero Collio Brda è il frutto della collaborazione tra due aziende vitivinicole gemellate: Gradis’ciutta di Robert Princic in Italia e Ferdinand di Matjaž Četrtič in Slovenia. L’obiettivo è abbattere simbolicamente le barriere che hanno separato per decenni due territori uniti dalla cultura del vino e dalla stessa identità paesaggistica.
L’iniziativa prende vita in occasione di GO!2025, il programma culturale che celebra Gorizia e Nova Gorica come Capitale Europea della Cultura 2025. Il percorso del parco si snoda tra i filari, le strade rurali e i sentieri collinari, ospitando installazioni permanenti site-specific pensate per dialogare con la natura e valorizzare il paesaggio.
Il progetto, denominato “Ars Sine Finibus” (letteralmente arte senza confini) vuole unire arte e viticoltura in un’esperienza immersiva, rendendo il territorio un laboratorio di creatività e sostenibilità aperto a visitatori italiani, sloveni e internazionali.
Al centro del parco d’arte contemporanea transfrontaliero Collio Brda si trova l’opera So(g)no, firmata dall’artista veneziano Marco Nereo Rotelli. Si tratta di due sfere gemelle in acciaio COR-TEN alte quattro metri, collocate rispettivamente a Giasbana (San Floriano del Collio, Italia) e a Kojsko (Brda, Slovenia), a circa 15 chilometri di distanza.
All’interno delle strutture, luci, suoni e testi poetici trasformano l’esperienza in un viaggio multisensoriale. Tra le installazioni figurano le ceramiche di Giorgio Celiberti nella personale “Via Lucis”, i versi poetici di Valerio Magrelli e dello sloveno Aleš Šteger, le suggestioni sonore di Alessio Bertallot con l’opera Remota.
Al progetto partecipa anche il Premio Nobel per il clima Riccardo Valentini, che ha ideato Tree Talking, una vite “parlante” capace di registrare dati ambientali per riflettere sul rapporto tra natura e tecnologia. L’insieme compone un mosaico di linguaggi (arti visive, poesia, musica e scienza) che si intrecciano per raccontare l’identità di un territorio unico.
Uno degli elementi innovativi di Ars Sine Finibus è l’apertura verso le nuove generazioni. Il parco d’arte contemporanea transfrontaliero Collio Brda è nato infatti come concorso pubblico per artisti under 35 provenienti dalle accademie italiane e slovene.
I giovani selezionati hanno creato opere site-specific utilizzando materiali sostenibili, con particolare attenzione al riciclo e all’impatto ambientale. Le installazioni invitano a riflettere su temi come la responsabilità collettiva, l’identità culturale condivisa e la salvaguardia della natura.
«Abbattere un confine che in fondo non è mai esistito davvero, se non sulle cartine: è questo che facciamo ogni giorno, nella nostra viticoltura e ora anche con l’arte», hanno dichiarato i promotori Robert Princic e Matjaž Četrtič, sottolineando come il vino e la creatività possano diventare strumenti di dialogo e crescita culturale.
Il parco d’arte contemporanea transfrontaliero Collio Brda non si limita a un’inaugurazione, ma si propone come esperienza permanente e diffusa. I visitatori potranno esplorare un percorso artistico che unisce le colline del Collio italiano e del Brda sloveno, scoprendo installazioni pensate per durare nel tempo e dialogare con i cicli della natura.
L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di diplomazia culturale. Il confine che per decenni ha diviso le due comunità diventa oggi occasione di incontro, con l’arte a fare da ponte tra lingue, storie e generazioni.
Con Ars Sine Finibus, il Collio e il Brda si trasformano in un grande museo a cielo aperto che intreccia memoria storica, identità collettiva e futuro sostenibile. Un modello che potrebbe ispirare altre regioni europee a valorizzare la cultura come strumento di coesione transnazionale.
Scritto da: Matteo Respinti
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