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Amuseapp è arrivata con l’obiettivo di trasformare il modo in cui viviamo i musei e i luoghi d’interesse culturale, rendendo le esperienze culturali accessibili a un pubblico globale e diversificato. La piattaforma made in Italy sfrutta l’intelligenza artificiale per musei al fine di adattare contenuti e percorsi alle esigenze di ciascun visitatore, superando barriere linguistiche, culturali e di competenze.
Nasce da una startup italiana fondata nel 2024 come spin-off di Larin, un’agenzia veneta di marketing e trasformazione digitale. L’idea alla base è semplice ma ambiziosa: rendere i contenuti culturali più comprensibili, coinvolgenti e personalizzati per visitatori di tutte le età, lingue e background. La piattaforma è pensata per musei, mostre, siti storici e luoghi di culto, con l’obiettivo di abbattere le classiche difficoltà informative che spesso rendono l’esperienza culturale poco chiara o troppo tecnica per il pubblico generale. La necessità di innovare la mediazione culturale è stata evidenziata anche da studi ufficiali: secondo una ricerca del CECA, oltre il 70% delle informazioni ricevute durante una visita culturale viene dimenticato nel giro di poche ore, non per disinteresse ma perché il linguaggio usato spesso non incontra quello dei visitatori. Questo gap informativo rappresenta un problema sia per il pubblico che per le istituzioni culturali, che rischiano di perdere opportunità di coinvolgimento e diffusione del patrimonio culturale. Oggi, grazie all’uso dell’intelligenza artificiale, è possibile personalizzare e adattare automaticamente le spiegazioni delle opere e dei monumenti, traducendole in molteplici lingue e formati in pochi secondi. Ed è proprio qui che entra in gioco l’innovazione di amuseapp.
Al centro di amuseapp c’è la semplicità d’uso: non serve scaricare un’app dedicata né configurare nulla di complesso. Il pubblico utilizza la fotocamera dello smartphone per scannerizzare un QR code presente nel museo o nel luogo d’interesse, ottenendo immediatamente l’accesso a un percorso culturale personalizzato.
Una volta entrati nella web app, ogni visitatore viene guidato da amuseagent, un agente di intelligenza artificiale che analizza una grande quantità di contenuti — testi, pubblicazioni, materiali d’archivio e conferenze — e li trasforma in narrazioni su misura. L’algoritmo prende in considerazione interessi, età, lingue parlate e competenze culturali dell’utente, generando spiegazioni adeguate e coinvolgenti. La piattaforma è attualmente disponibile in 47 lingue, consentendo a turisti e visitatori internazionali di vivere l’esperienza culturale nella propria lingua madre, senza barriere. La tecnologia non si limita alla traduzione: la narrazione generata tiene conto delle diverse esigenze, come quelle di famiglie con bambini, studenti, esperti o persone con disabilità visive o uditive, rendendo l’esperienza davvero accessibile e inclusiva. Un altro aspetto fondamentale è la possibilità per i musei di monetizzare e analizzare i contenuti culturali digitali: oltre alla fruizione, la piattaforma offre strumenti analitici per comprendere il comportamento dei visitatori — dal tempo di permanenza alle sezioni più consultate, fino alla provenienza geografica.
Dalla sua nascita, amuseapp ha registrato una adozione significativa: già oltre 500.000 utenti hanno utilizzato la piattaforma, e circa 70 istituzioni culturali in Italia l’hanno integrata per migliorare l’esperienza dei visitatori. Tra questi spicca Palazzo Ducale di Venezia, uno dei musei più visitati d’Italia con oltre un milione di visitatori ogni anno, che ha scelto amuseapp come audioguida ufficiale per offrire percorsi multilingue e personalizzati. Questa diffusione testimonia non solo l’interesse del pubblico verso soluzioni digitali innovative, ma anche la volontà delle istituzioni culturali di adottare tecnologie avanzate per migliorare la relazione con i visitatori. L’utilizzo di amuseapp non è confinato a una singola fascia demografica: dai giovani tra i 18 e i 24 anni fino agli adulti nella fascia 25–54 anni, il pubblico mostra un notevole coinvolgimento, con una significativa presenza di turisti internazionali, provenienti da oltre 140 paesi nel mondo.
Il primo report pubblicato da amuseapp, basato sui dati raccolti da circa 70 luoghi d’interesse culturale, offre un quadro interessante dei modelli di fruizione culturale contemporanei. I numeri mostrano che il pubblico dei musei è sempre più variegato e internazionale, con dati che confermano un forte interesse per esperienze autentiche, personalizzate e linguisticamente accessibili. La fascia di età predominante è quella tra i 25 e i 54 anni (63%), con una presenza significativa di giovani adulti tra 18 e 24 anni (15%). La componente femminile rappresenta il 58% dei visitatori, in linea con le tendenze di partecipazione culturale osservate in Europa. Ciò che sorprende è la dimensione globale dell’audience: oltre il 42% dei visitatori arriva dall’estero, con città come Madrid, Parigi, Londra, Barcellona e Amsterdam tra le principali di provenienza. Oltre ai visitatori europei, emergono segnali di interesse anche oltreoceano, con accessi da città come Los Angeles, New York e Buenos Aires, confermando che l’esperienza culturale non conosce confini quando le informazioni sono rese accessibili e coinvolgenti.
Per i fondatori di amuseapp — Marco Da Rin Zanco, Alberto Nalin e Michele da Rold — l’obiettivo non è soltanto tecnologico ma profondamente culturale. Come ha sottolineato il CEO Marco Da Rin Zanco: «Con amuseapp il visitatore è il vero protagonista: può scegliere il proprio percorso, porre domande e scoprire dettagli che in una visita tradizionale resterebbero nascosti». La comprensione dei contenuti diventa così una metrica fondamentale per musei e istituzioni, che possono migliorare continuamente il proprio lavoro scientifico e didattico grazie ai dati raccolti. Questa combinazione di intelligenza artificiale e mediazione culturale apre la strada a un futuro in cui ogni visita diventa esperienza personale, coinvolgente e memorabile, spingendo il pubblico a comprendere davvero ciò che sta osservando e ad apprezzare il patrimonio culturale in tutte le sue sfaccettature.
Scritto da: Michele Ceci
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