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GR News
today05.11.2025
Dal 14 gennaio 2026 al 18 febbraio 2026 sarà aperto lo sportello dedicato agli Accordi per l’innovazione 2025, la misura promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per sostenere i progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale di grande impatto tecnologico. Il bando, previsto dal decreto direttoriale firmato dal ministro Adolfo Urso, mette a disposizione 731 milioni di euro tramite il Fondo Crescita Sostenibile, gestito da Mediocredito Centrale.
Gli Accordi per l’innovazione 2025 sono rivolti a imprese che operano nei settori industriale e dei trasporti, incluse le imprese artigiane e le loro ausiliarie, nonché ai centri di ricerca e agli organismi scientifici pubblici e privati. La dotazione di 731 milioni di euro sostiene iniziative in otto aree prioritarie fotografate dagli accordi: automotive e competitività industriale nel trasporto, materiali avanzati, robotica, semiconduttori, tecnologie quantistiche, reti di telecomunicazione, cavi sottomarini, realtà virtuale e aumentata. Una quota del 34% delle risorse del Fondo Crescita Sostenibile è riservata ai progetti realizzati interamente nel Mezzogiorno — Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia — per stimolare la crescita e la coesione territoriale.
Le imprese potranno presentare la domanda online dalle ore 10:00 del 14 gennaio 2026 fino alle ore 18:00 del 18 febbraio 2026, attraverso la piattaforma ufficiale del Fondo Crescita Sostenibile. Mediocredito Centrale curerà, per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, tutte le fasi tecniche e amministrative: dall’istruttoria dei progetti all’erogazione delle agevolazioni. Ogni impresa potrà partecipare a un solo progetto come proponente singolo o come capofila di un gruppo, ma potrà essere co-proponente in altri, purché non superi il 60% del proprio fatturato. Gli organismi di ricerca dovranno operare con autonomia gestionale e potranno presentare un progetto per ciascuna area di intervento.
Negli Accordi per l’innovazione 2025 le agevolazioni saranno concesse come contributo diretto alla spesa: fino al 45% per le piccole imprese, 35% per le medie, 25% per le grandi. Grazie agli accordi sarà possibile ottenere anche un finanziamento agevolato fino al 20% delle spese ammissibili. Per gli organismi di ricerca, il contributo diretto alla spesa potrà arrivare al 50% per la ricerca industriale e al 25% per lo sviluppo sperimentale. È previsto un incremento di 15 punti percentuali per i progetti che coinvolgono almeno una PMI, una collaborazione significativa con centri di ricerca o la realizzazione totale nel Mezzogiorno. Le spese ammissibili — comprese tra 5 e 40 milioni di euro — includono i costi per il personale impiegato, strumenti e attrezzature di nuova fabbricazione, servizi di consulenza, licenze di brevetti e know-how, oltre alle spese generali e ai materiali correlati alle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
I progetti ammessi agli Accordi per l’innovazione 2025 dovranno dimostrare solidità tecnico-scientifica e sostenibilità economico-finanziaria. La graduatoria verrà formata in base a indicatori di solidità aziendale, innovatività e capacità di impatto sul tessuto produttivo nazionale. Le aree prioritarie degli accordi — robotica, semiconduttori, realtà aumentata e tecnologie quantistiche — rispondono agli obiettivi europei di sovranità tecnologica e di transizione digitale. In particolare, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy punta a rafforzare la filiera dell’automotive, sostenere la produzione di chip e stimolare la competitività industriale attraverso l’integrazione tra ricerca e impresa.
L’iniziativa del Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso gli Accordi per l’innovazione 2025 mira a potenziare la capacità innovativa del sistema produttivo nazionale, in linea con le strategie del Fondo Crescita Sostenibile. L’obiettivo è incentivare la collaborazione tra imprese e centri di ricerca, promuovendo lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali come semiconduttori, intelligenza artificiale, robotica e realtà aumentata. I benefici attesi includono l’aumento della spesa in R&S, la creazione di nuovi posti di lavoro altamente qualificati e il consolidamento dell’industria italiana nei settori ad alta tecnologia. In particolare, la riserva per il Sud potrà favorire il riequilibrio territoriale e la nascita di poli di eccellenza nel Mezzogiorno, contribuendo a una crescita più sostenibile e diffusa. Gli Accordi in questione rappresentano dunque uno dei principali strumenti pubblici per trasformare la ricerca in motore concreto di sviluppo economico.
Scritto da: Michele Ceci
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