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All’Unesco a Parigi i talenti nella cucina italiana, fra inclusione e tradizione

today13.10.2025

Sfondo

Work Inclusion: Talents and Skills in Italian Cuisine“: sarà questo il titolo dell’evento che si terrà il 21 ottobre 2025 presso l’Unesco Restaurant, sito in Place de Fontenoy 7 a Parigi. Promossa dal Ministero per le Disabilità Alessandra Locatelli, l’iniziativa coinvolge 27 associazioni italiane impegnate nell’inclusione lavorativa e oltre 200 persone (tra ragazzi con disabilità, educatori e accompagnatori), destinate a partecipare attivamente alla preparazione dei piatti e al servizio di sala. Con questa opportunità, l’obiettivo è di mettere in luce – in un contesto prestigioso quale la sede UNESCO – il valore dei talenti e delle competenze individuali, nel contesto della cucina italiana, e favorire la candidatura della gastronomia italiana a patrimonio immateriale dell’umanità.

Un evento UNESCO nel segno del Made in Italy e dell’inclusione sociale

Work Inclusion: Talents and Skills in Italian Cuisine è concepito come un momento simbolico e concreto per celebrare la cucina italiana non solo come patrimonio gastronomico, ma anche come veicolo di coesione sociale e opportunità lavorativa. L’iniziativa è promossa dal Ministero per le Disabilità, guidato da Alessandra Locatelli. Saranno presenti 27 associazioni provenienti da regioni diverse d’Italia, tutte attive nel campo dell’inclusione lavorativa per persone con disabilità. Oltre 200 persone appartenenti a questi progetti – ragazzi con disabilità, ma anche educatori e accompagnatori – saranno coinvolti in attività culinarie e di accoglienza. Tra le realtà partecipanti emerge la cooperativa “Buoni e Cattivi”, che porterà con sé il “pani fratau”, un piatto povero della cucina sarda a base di uova, salsa di pomodoro, pecorino e pane carasau. Il progetto si collega strettamente a casi concreti di impresa sociale che operano da anni nel Terzo settore, offrendo percorsi di formazione e lavoro per persone in condizioni di vulnerabilità.

Quando e dove?

L’appuntamento è fissato per il 21 ottobre 2025, con orario di inizio alle ore 19.00 presso l’Unesco Restaurant, situato al settimo piano della sede parigina dell’Unesco (7 Place de Fontenoy).  Il giorno precedente, il 20 ottobre, è previsto un briefing preparatorio che vedrà la partecipazione di tutti i delegati, del ministro Alessandra Locatelli e dell’ambasciatore italiano a Parigi. Le attività della serata comprenderanno la preparazione dei piatti e il servizio in sala, coinvolgendo direttamente i ragazzi nel contesto internazionale UNESCO. La scelta della location non è casuale, ma guarda simbolicamente al legame tra cultura e gastronomia, ben prima che alla mera preparazione alimentare. È un palco internazionale che valorizza il “patrimonio immateriale” oltre confine.

Un possibile trampolino per la candidatura della cucina italiana all’UNESCO?

L’evento risponde a un duplice orizzonte: da un lato, promuovere l’inclusione nel mondo lavorativo di persone con disabilità valorizzando i loro talenti e competenze; dall’altro, dare nuovo vigore alla candidatura della cucina italiana come patrimonio immateriale UNESCO. Alessandra Locatelli ha evidenziato come «investire nelle persone e nella valorizzazione delle capacità e dei talenti di ciascuno» rappresenti una sfida per il futuro sociale del Paese. La sede internazionale dell’evento e la presenza dell’Ambasciatore Liborio Stellino rafforzano il valore diplomatico e culturale dell’iniziativa. Per l’Italia, la candidatura ufficiale della cucina italiana come patrimonio immateriale UNESCO rappresenta una strategia di tutela e valorizzazione. La candidatura è già stata depositata con un dossier che dovrà essere valutato entro dicembre 2025. L’evento parigino diventa così un tassello significativo per rafforzare l’immagine internazionale del patrimonio gastronomico italiano, oltre che per introdurre il tema dell’inclusione sociale nel racconto gastronomico nazionale.

Impatti e prospettive della candidatura UNESCO

L’evento porta con sé potenzialità simboliche e concrete. Sul piano sociale, mette in risalto come la disabilità non sia un limite, ma un’opportunità di valorizzazione delle competenze individuali. Le associazioni presenti diventeranno visibili a un pubblico internazionale, aumentando la consapevolezza del ruolo dell’inclusione nel settore alimentare.  Sul piano culturale, l’azione rafforza un’idea diffusa e più ampia della cucina italiana: è identità culturale, pratica sociale e patrimonio condiviso. L’iniziativa a Parigi può diventare un simbolo inclusivo, che collega la qualità culinaria al valore umano. Restano alcune sfide: garantire che le persone con disabilità siano operativamente partecipi e non una semplice “vetrina” per l’evento, assicurare standard professionali elevati anche nei processi formativi e logistici, e far sì che questa visibilità internazionale generi implicazioni durature e non resti un evento isolato. La candidatura UNESCO sarà un banco di prova decisivo: se accolta, aprirà all’Italia possibilità di tutela, fondi culturali e maggiore visibilità globale. Se respinta, la sfida sarà trasformare la serie di iniziative correlate in base per un rilancio più strutturato e consapevole del patrimonio gastronomico nazionale. L’evento rappresenterà un momento simbolico e concreto per coniugare cucina italiana, inclusione sociale e diplomazia culturale. Con Work Inclusion: Talents and Skills in Italian Cuisine, 27 associazioni e oltre 200 partecipanti si danno appuntamento per trasformare la cucina nazionale in un vettore di partecipazione e identità, guardando anche al suo possibile riconoscimento UNESCO. L’iniziativa rappresenta un’occasione per misurare quanto la valorizzazione dei talenti individuali – anche nei contesti segnati da fragilità sociali persistenti – possa arricchire non solo le comunità cui appartengono, ma l’intero patrimonio culturale italiano nel mondo.

Scritto da: Michele Ceci

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