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GR News
today05.12.2025
Presentato in vista di Milano Cortina 2026, il report 100 Storie Italiane di Sport offre un resoconto di cento esempi concreti di imprese e laboratori che supportano prestazioni sportive e spettacolo, spiegando nel dettaglio chi sono gli attori più importanti, i loro settori operativi e il perché rappresentano un asset importante per l’economia italiana.
Il report «100 Storie Italiane di Sport» raccoglie cento aziende che si articolano in 256 unità locali, danno lavoro a 20.716 addetti e generano un fatturato complessivo di circa 13,1 miliardi di euro, con un’incidenza dell’export pari al 63,8% del totale. Questi dati mostrano la forza commerciale e internazionale della filiera. La geografia produttiva descritta nel documento evidenzia una prevalenza dell’Italia settentrionale: quasi l’80% degli stabilimenti si trova nel Nord, con una forte concentrazione di fatturato e occupazione nel Nord-Est. Il fatturato medio per addetto indicato nel report è elevatissimo, sintomo di alta produttività e specializzazione. Il valore dei numeri non è solo statistico: «Le 100 storie presenti nel report raccontano uno sport sostenibile, inclusivo, a misura d’uomo», dichiara Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, sottolineando il legame tra imprese e territori nella costruzione del Made in Italy sportivo.
La selezione del report mette in luce come molte imprese, pur di piccole dimensioni, siano in grado di coniugare artigianalità e ricerca tecnologica per prodotti specifici: attrezzature agonistiche, abbigliamento tecnico, componenti per infrastrutture sportive, dispositivi di sicurezza e soluzioni per la preparazione atletica. In sintesi, la produzione non è un supporto marginale ma un elemento centrale per la competitività sportiva. Secondo Confartigianato, citata nella presentazione, «dai nostri laboratori escono sofisticati ‘gioielli’ per conquistare record mondiali», affermazione che rimarca la dimensione qualitativa del saper fare artigiano italiano e la stretta correlazione tra eccellenza produttiva e risultati sportivi. Queste imprese non solo forniscono prodotti, ma spesso modellano soluzioni tailor-made per squadre e atleti.
Il report sottolinea come circa due terzi del fatturato delle aziende selezionate derivi dall’export, una percentuale che supera la media del settore e mette in evidenza la capacità internazionale delle imprese coinvolte. Questo posizionamento sui mercati esteri rende la filiera uno strumento di promozione del sistema paese oltreché un volano economico. La sostenibilità è un tema ricorrente nelle 100 Storie Italiane di Sport: molte realtà adottano processi a basso impatto, materiali riciclabili e soluzioni per rendere gli eventi sportivi più green, dall’abbigliamento tecnico alle infrastrutture. L’approccio integrato a innovazione e sostenibilità è presentato come leva per attrarre investimenti e per costruire percorsi formativi locali.
Alla presentazione del report, svoltasi a fine ottobre 2025, hanno partecipato rappresentanti istituzionali e del settore — tra cui il Ministro per lo Sport e i Giovani — che hanno messo in rilievo il ruolo delle imprese come “partner” degli atleti e motore di cambiamento sociale. L’evento è stato promosso dal Ministero degli Affari Esteri, dalla Fondazione Symbola e da Confartigianato, con Deloitte come knowledge partner. Le prospettive indicate dal report sono chiare: valorizzare la collaborazione tra pubblico e privato, potenziare i canali di internazionalizzazione e favorire percorsi di formazione tecnico-specialistica per consolidare il vantaggio competitivo della filiera sportiva italiana. Il racconto delle 100 Storie Italiane di Sport mette pertanto a fuoco come lo sport, oltre a essere spettacolo e competizione, sia un boost per un ecosistema produttivo che esprime ricerca, arte manifatturiera e vocazione internazionale. Investire su queste imprese significa rafforzare il Made in Italy sportivo e sostenere la preparazione alle Olimpiadi Milano–Cortina 2026.
Scritto da: Michele Ceci
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