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Nel panorama europeo del riciclo chimico della plastica, il Made in Italy conquista un nuovo primato. L’azienda comasca Promeco ha infatti realizzato per il gruppo finlandese Lamor la sezione centrale dell’impianto pilota per la pirolisi dei rifiuti plastici che sarà avviato nei prossimi mesi a Kilpilahti, nella città di Porvoo, cuore del principale polo petrolchimico della Finlandia. L’installazione delle apparecchiature è prevista entro la fine del 2025 e rappresenta un passo significativo per la collaborazione industriale tra Italia e Finlandia nel campo dell’economia circolare. Il progetto nasce dall’esigenza di affrontare uno dei nodi più complessi della transizione ambientale: il recupero dei rifiuti plastici non riciclabili con i metodi tradizionali. Lamor, attraverso la controllata Lamor Recycling, intende utilizzare l’impianto per trasformare plastiche miste e contaminate in olio di pirolisi, una materia prima liquida riutilizzabile in sostituzione dei feedstock fossili nella produzione di nuovi polimeri o altri derivati chimici.
La tecnologia di riciclo chimico della plastica sviluppata da Promeco è il cuore dell’intero processo. Si tratta del primo impianto europeo ad operare in continuo, un aspetto che consente di ottimizzare i consumi energetici, ridurre il fabbisogno di manodopera e garantire elevati standard di sicurezza e affidabilità. Il sistema, certificato da TÜV Rheinland, rappresenta un’evoluzione dei tradizionali metodi di pirolisi discontinua, puntando a un funzionamento costante e controllato per massimizzare la resa del materiale trattato. Nella prima fase del processo, i rifiuti plastici vengono triturati in frazioni omogenee; nella seconda, il materiale viene sottoposto a un trattamento termochimico in assenza di ossigeno. Il risultato è un olio di pirolisi che, dopo una fase di raffinazione, diventa idoneo al cracking petrolchimico per produrre nuovi polimeri. L’impianto sarà ospitato in un capannone industriale progettato per integrare in futuro ulteriori linee di processo e incrementare progressivamente la capacità di trattamento. La fase iniziale prevede la lavorazione di circa 10.000 tonnellate annue di rifiuti plastici, ma l’obiettivo è molto più ambizioso: superare le 100.000 tonnellate all’anno, utilizzando Kilpilahti come modello per due ulteriori impianti che Lamor intende sviluppare nei prossimi anni. Un traguardo che posizionerebbe il sito finlandese tra i principali hub europei per il riciclo chimico della plastica.
L’importanza del progetto non si limita al dato tecnico. Per l’Italia, la collaborazione con la Finlandia rappresenta una vetrina di eccellenza tecnologica e un segnale della capacità di esportare soluzioni industriali sostenibili. Promeco, attiva da oltre quarant’anni nel trattamento dei rifiuti, conferma così il ruolo del Paese nella filiera del riciclo avanzato. Per la Finlandia, invece, si tratta di un passo concreto verso l’obiettivo nazionale di riduzione dei rifiuti plastici e di potenziamento della bioeconomia, in linea con la strategia europea sul Green Deal. Il riciclo chimico della plastica si afferma corredando il riciclo meccanico, non come suo sostituto. Se quest’ultimo è destinato alle plastiche pulite e omogenee, il riciclo chimico interviene su materiali complessi, come i film multistrato e i poliaccoppiati. Un approccio innovativo per chiudere il cerchio della gestione dei rifiuti plastici, riducendo la quantità destinata a discarica o incenerimento. Secondo gli esperti del settore, l’adozione di queste tecnologie potrebbe abbattere fino al 30% le emissioni derivanti dallo smaltimento e creare una nuova filiera industriale ad alto valore aggiunto.
Promeco ha definito il proprio processo «una soluzione sostenibile e modulare per il futuro del riciclo», sottolineando come l’impianto di Porvoo rappresenti un modello replicabile anche in altri contesti europei. Il design in continuo, infatti, consente di adattare la tecnologia a diversi volumi di trattamento, garantendo una produzione stabile di olio di pirolisi con minore impatto ambientale. Non mancano però le sfide. I costi energetici restano elevati, la normativa europea sul riconoscimento dei prodotti del riciclo chimico della plastica è ancora in evoluzione e la concorrenza tra operatori richiede un quadro di incentivi chiaro e stabile. Lamor e Promeco puntano a ottenere un riscontro positivo dai primi mesi di test operativi per poter passare, già nel 2026, alla progettazione delle successive unità industriali. Questo progetto dimostra come l’innovazione italiana possa contribuire in modo determinante alla sostenibilità europea. La collaborazione con la Finlandia non è solo un successo tecnico, ma un segnale politico ed economico: il riciclo chimico della plastica diventa così uno strumento concreto per rafforzare l’autonomia energetica e ridurre l’impatto ambientale della produzione di plastica.
Scritto da: Michele Ceci
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