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Il successo del Villaggio Coldiretti: oltre 700 mila persone in tre giorni

today10.11.2025

Sfondo

Nel cuore di Bologna, dal 7 al 9 novembre 2025, il Villaggio Coldiretti ha attirato oltre 700.000 persone, interessate non solo ai prodotti agricoli, ma anche alle filiere, alla cultura del cibo. L’evento, voluto da Coldiretti con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e della Camera di Commercio di Bologna, si è svolto nel centro città mettendo al centro la parola chiave “cibo” in tutte le sue declinazioni: street food, fattorie didattiche, agro-solidarietà.

Nel cuore di Bologna un villaggio contadino

Il Villaggio Coldiretti si è svolto per tre giornate consecutive nel centro di Bologna, in diverse piazze e aree della città, coinvolgendo un’ampia situazione urbana, dopo essere stato annunciato dalla stessa associazione. Le aree principali interessate erano piazza Maggiore, palazzo Re Enzo, via Rizzoli, piazza Galvani e piazza Minghetti: un allestimento urbano che ha trasformato la città in una grande “fattoria urbana” per tre giorni. L’ingresso libero ha favorito un grande afflusso di visitatori. L’orario dell’inaugurazione e la presenza delle istituzioni ha dato il via all’evento, che ha visto un’affluenza stimata di oltre settecentomila partecipanti. Questa stima è stata fornita dalla Coldiretti stessa come dato complessivo della tre giorni.

Cosa è accaduto: stand, degustazioni, laboratori e solidarietà

Al Villaggio Coldiretti gli spazi erano articolati in oltre duecento stand che coprivano produzioni agricole, filiere dell’eccellenza italiana, street food, area bambini (agriasilo), fattorie didattiche, degustazioni di vino, olio e birre agricole. L’associazione Campagna Amica ha supportato la parte del mercato a chilometro zero. Particolarmente significativo è stato il connubio tra promozione agricola e iniziative sociali: è stato presentato un protocollo d’intesa tra Fondazione Una Nessuna Centomila e Coldiretti per la prevenzione della violenza di genere, un accordo con l’Avis per la promozione della donazione di sangue e l’iniziativa “Spesa sospesa” con la donazione di oltre una tonnellata di prodotti alla mensa dell’Antoniano. Il coinvolgimento istituzionale è stato forte: ministri, presidenti regionali, ex premier e manager aziendali del settore finanziario e industriale erano presenti agli stand e ai dibattiti, segno dell’importanza strategica attribuita all’agricoltura italiana e alla filiera alimentare.

Agricoltori, istituzioni e cittadini

L’evento ha visto la partecipazione di agricoltori da tutta Italia, centinaia di aziende agricole, giovani imprenditori innovativi, oltre naturalmente ai visitatori cittadini e turisti. Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, ha definito l’evento «un bagno di popolo, di folla, di gente». Tra gli ospiti istituzionali spiccavano il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, per gli Affari europei il ministro Tommaso Foti, per la Cultura il ministro Alessandro Giuli, il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami, l’ex premier Romano Prodi, il presidente della Regione Emilia Romagna Michele De Pascale, l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi e il sindaco di Bologna Matteo Lepore. Anche il commissario straordinario per la ricostruzione Fabrizio Curcio era presente, segno del legame tra agricoltura, territorio e resilienza dopo emergenze. La presenza di operatori economici del settore, tra cui Intesa Sanpaolo, Ferrovie dello Stato, Gse, Philip Morris Italia e Novamont, sottolinea che l’agricoltura non è solo produzione, ma parte di un sistema più ampio che include logistica, finanza e innovazione. Per i cittadini presenti, l’occasione era anche quella di “vivere un giorno da contadino”: partecipare a laboratori, acquistare direttamente dai produttori, degustare piatti tradizionali e conoscere la filiera.

Filiera, qualità, sociale

L’evento si inserisce in un momento di forte attenzione all’agricoltura italiana, alla difesa del Made in Italy e alla filiera corta. In particolare, Coldiretti evidenzia che «ci caratterizziamo come gli esponenti di un’agricoltura buona, che pone il cibo di qualità e il cibo salubre al centro» – parole del segretario generale Vincenzo Gesmundo. Il Villaggio è stato anche piattaforma per dibattiti su alimentazione, salute, cambiamenti climatici, agricoltura sociale e innovazione. È stata inoltre presentata un’“Arca di Noè” dell’agricoltura per mostrare animali e piante a rischio di estinzione, simbolo della biodiversità italiana. In termini di impatto sociale, le iniziative di solidarietà – come la donazione alla mensa dei poveri – mostrano che l’agricoltura può svolgere un ruolo anche nella coesione e nel welfare territoriale. Dal punto di vista economico, l’evento ha dato visibilità alle aziende agricole, soprattutto giovani, che innovano e promuovono produzione sostenibile, filiere corte e legame con il territorio: occasioni che vanno oltre la semplice esposizione commerciale.

Una tre giorni intensa e poliedrica, dunque, quella del Villaggio Coldiretti: oltre 700.000 visitatori, un centro cittadino trasformato in un grande spazio agricolo e contadino, decine di dipartimenti produttivi, degustazioni, laboratori, filiere, solidarietà e istituzioni. In un momento storico in cui la sostenibilità, la filiera corta, la qualità del cibo e l’impatto sociale sono al centro dell’agenda pubblica, questo tipo di manifestazioni diventano momenti di comunicazione strategica, di mobilitazione e di cultura. Per chi non è riuscito a partecipare, l’appuntamento è già fissato alle prossime tappe del Villaggio Coldiretti, che continua a portare la cultura del cibo nelle piazze italiane.

 

Scritto da: Michele Ceci

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