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GR News
today27.08.2025
Dal 21 agosto 2025 è operativo il decreto attuativo che disciplina il Fondo per la promozione della cucina italiana all’estero, previsto dalla legge Made in Italy del 2023. Per il 2025 sono disponibili 950 mila euro, affidati all’ICE per valorizzare i prodotti nazionali nelle fiere internazionali e per formare operatori della ristorazione straniera sulla corretta preparazione dei piatti tipici italiani.
Il Fondo per la promozione della cucina italiana all’estero nasce dall’articolo 35 della legge made in Italy n. 206 del 27 dicembre 2023. La misura è stata concepita con una dotazione iniziale di un milione di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025, con l’obiettivo di sostenere l’espansione internazionale della cultura gastronomica italiana.
Le risorse, però, sono state parzialmente ridotte dalla legge di bilancio 2025, che ha fissato in 950 mila euro i fondi disponibili per quest’anno. La gestione operativa è stata affidata all’ICE, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che agirà in qualità di soggetto attuatore.
L’iniziativa non si limita a sostenere la commercializzazione dei prodotti agroalimentari, ma punta a garantire che la cucina italiana sia valorizzata nella sua autenticità. Ciò significa diffondere non solo ingredienti certificati e di qualità, ma anche conoscenze tecniche e culturali legate alla preparazione tradizionale dei piatti tipici.
Questa strategia risponde a una duplice esigenza: difendere l’identità del made in Italy gastronomico da imitazioni e contraffazioni, e accrescere il valore economico di un settore che contribuisce in modo determinante all’export italiano.
Il decreto attuativo è stato firmato il 16 maggio 2025 dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, in concerto con i Ministeri degli Affari Esteri e dell’Economia e delle Finanze. Prima della pubblicazione in Gazzetta ufficiale, avvenuta il 21 agosto 2025, il testo ha ottenuto l’intesa della Conferenza unificata, riunitasi lo scorso 27 marzo.
Il provvedimento stabilisce i criteri e le modalità per l’utilizzo delle risorse del Fondo per la promozione della cucina italiana all’estero. In particolare, disciplina le attività che l’ICE potrà svolgere per perseguire le finalità fissate dalla legge Made in Italy.
L’accordo di collaborazione tra Ministero e ICE è stato formalizzato ai sensi dell’articolo 15 della legge 241/1990, che regola i rapporti tra enti pubblici. Per i costi di gestione, l’Agenzia può trattenere una quota forfettaria pari al 3% delle risorse totali.
La cornice istituzionale evidenzia un forte coordinamento interministeriale, a conferma del fatto che la cucina italiana non è solo un patrimonio culturale, ma anche uno strumento di diplomazia economica e culturale. Non a caso, il decreto lega le azioni del Fondo anche alla candidatura della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO.
All’ICE spetta il compito di trasformare le risorse disponibili in iniziative concrete sui mercati esteri. L’Agenzia opererà principalmente attraverso la partecipazione a eventi e fiere internazionali, con spazi dedicati alla valorizzazione dei prodotti agroalimentari italiani e alla promozione della loro corretta utilizzazione nella preparazione dei piatti tipici.
Un aspetto centrale del Fondo per la promozione della cucina italiana all’estero è la formazione. Sono previste sessioni dedicate al personale del settore ristorativo all’estero, con l’obiettivo di insegnare le tecniche originali di preparazione e l’impiego di ingredienti certificati. Questa scelta mira a contrastare il fenomeno dell’“Italian sounding”, ovvero l’uso improprio di marchi e denominazioni che evocano l’Italia senza rispettarne la tradizione.
Parallelamente, l’ICE organizzerà campagne di informazione e divulgazione rivolte non solo agli operatori, ma anche al pubblico dei consumatori. I temi riguarderanno i sistemi di denominazione di origine, le indicazioni geografiche e la stagionalità dei prodotti, concetti fondamentali per garantire autenticità e sostenibilità alla cucina italiana nel mondo.
Un ulteriore tassello è rappresentato dalle iniziative di sensibilizzazione per sostenere la candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO. In questo senso, la promozione gastronomica si intreccia con la tutela culturale e con la proiezione internazionale dell’Italia.
Il Fondo per la promozione della cucina italiana all’estero non è una semplice misura di sostegno settoriale, ma un progetto strategico di ampio respiro. La cucina italiana rappresenta uno dei principali fattori di riconoscibilità del Paese nel mondo, unendo identità culturale, turismo ed export.
Secondo le stime di Coldiretti, il valore delle esportazioni agroalimentari italiane supera i 65 miliardi di euro annui, con una crescita costante negli ultimi anni. Allo stesso tempo, i danni provocati dall’Italian sounding si calcolano in decine di miliardi di euro: prodotti che imitano quelli italiani sottraggono mercato e generano confusione nei consumatori.
Con il Fondo, l’Italia punta a rafforzare la sua presenza nei mercati internazionali più competitivi, investendo in qualità, autenticità e formazione. Non si tratta solo di difendere i produttori, ma anche di educare ristoratori e consumatori all’uso corretto dei prodotti tipici, garantendo una rappresentazione fedele della cucina italiana.
La prospettiva è duplice: da un lato, accrescere il valore economico del comparto agroalimentare e turistico; dall’altro, consolidare il ruolo della cucina italiana come patrimonio culturale globale. In quest’ottica, la gestione affidata all’ICE appare come una scelta mirata, per capitalizzare sull’esperienza dell’Agenzia nella promozione del made in Italy nel mondo.
Scritto da: Matteo Respinti
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