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Italia credibile quanto la Francia in finanza pubblica: Le Monde certifica il sorpasso

today20.08.2025

Sfondo

Il quotidiano francese Le Monde ha scritto il 19 agosto 2025 che l’Italia credibile in finanza pubblica quanto, se non più, della Francia. Una dichiarazione che fino a pochi anni fa sarebbe apparsa impensabile, ma che oggi trova conferma nei dati su deficit, spread e rendimenti dei titoli di Stato. Mentre Roma ha imboccato una strada di prudenza fiscale, Parigi ha accumulato nuovo disavanzo, mettendo a rischio la propria credibilità sui mercati.

Italia credibile in finanza pubblica: i dati a confronto

Secondo Le Monde, in soli tre anni l’Italia ha ridotto in maniera significativa il proprio deficit pubblico, scendendo dal 5,5% del PIL nel 2022 al 4,3% nel 2024, con l’obiettivo dichiarato dal governo Meloni di portarlo al 2,8% nel 2025. In questo modo Roma rientrerebbe sotto la soglia del 3% prevista dai parametri europei, evitando la procedura per disavanzi eccessivi.

La Francia ha seguito la traiettoria opposta. Dopo il 2020, Parigi non è riuscita a ridurre il deficit, che nel 2024 è salito al 5,8% del PIL e che, secondo le previsioni, resterà sopra il 5% anche per il 2025. Per Le Monde questo squilibrio ha modificato radicalmente la percezione degli investitori: l’Italia credibile in finanza pubblica è diventata una realtà, mentre la Francia appare ora il Paese con i conti meno sotto controllo.

Spread Italia-Francia: un ribaltamento storico

Il tema centrale sottolineato dal quotidiano francese riguarda lo spread Italia Francia, cioè il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato dei due Paesi. Nei momenti più duri della crisi del debito, nel 2011-2012, gli investitori chiedevano fino a 400 punti base in più per acquistare BTP italiani rispetto agli OAT francesi: un costo doppio, con Roma che pagava interessi al 7% contro il 3% di Parigi.

Oggi la situazione si è completamente capovolta. Al 15 agosto 2025 il differenziale decennale era sceso a meno di 5 punti base, il minimo dal 2005. Per le obbligazioni a cinque anni lo scarto è addirittura scomparso a metà luglio. In pratica, l’Italia non paga più di fatto alcun premio di rischio rispetto alla Francia, segnale che la prudenza fiscale italiana ha conquistato la fiducia dei mercati.

Prudenza fiscale italiana contro deficit francese

Il Financial Times, in un’analisi ripresa anche dal Corriere della Sera, conferma questo scenario. I rendimenti dei BTP italiani sono rimasti intorno al 3,50%, spesso anche sotto quelli francesi, fermi al 3,36% ma in crescita costante nelle ultime settimane. Secondo il giornale londinese, il merito è della linea di disciplina di bilancio perseguita dall’Italia, che oggi risulta più sostenibile agli occhi degli investitori.

Al contrario, la Francia paga l’effetto combinato di deficit elevato e instabilità politica. Le difficoltà del governo di Emmanuel Macron a imporre riforme di spesa e consolidamento hanno accentuato la sfiducia dei mercati. «Un tempo fanalino di coda dell’Unione europea, l’Italia è ora in grado di dare lezioni alla Francia», sintetizza Le Monde.

La stabilità politica come fattore di credibilità

Un altro elemento determinante riguarda la politica. Secondo Le Monde, la relativa stabilità dell’Italia negli ultimi due anni, con un governo che ha potuto portare avanti una linea economica chiara, ha giocato un ruolo centrale nel rafforzare la fiducia. Nonostante il debito pubblico resti molto alto (oltre il 137% del PIL) gli investitori apprezzano la prevedibilità delle scelte e l’impegno a ridurre il deficit.

In Francia, invece, la difficile coabitazione politica e le proteste sociali hanno reso più incerto il quadro. Per i mercati, questo significa maggior rischio e quindi maggiori costi di rifinanziamento. Una dinamica che potrebbe portare a breve Parigi a pagare interessi superiori a Roma, un evento senza precedenti nell’Unione Europea.

Italia credibile in finanza pubblica: le prospettive

Gli analisti concordano sul fatto che l’attuale equilibrio resta fragile e dipenderà dalle prossime mosse di entrambi i governi. Tuttavia, la fotografia scattata da Le Monde e confermata dal Financial Times segna un punto di svolta storico: l’Italia credibile in finanza pubblica è ormai un dato di fatto, mentre la Francia è costretta a inseguire.

Se Roma riuscirà davvero a portare il deficit sotto il 3% nel 2025, consolidando la sua posizione, l’Italia potrebbe uscire definitivamente dall’ombra della crisi del debito che l’aveva relegata a Paese “a rischio” nel decennio scorso. Una trasformazione che cambia anche gli equilibri interni all’Eurozona, ribaltando un paradigma che sembrava immutabile.

Scritto da: Matteo Respinti

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