Italia Inside

Spiagge vuote in Europa: il nuovo modo sorprendente di fare vacanza al mare

today13.08.2025

Sfondo

Le spiagge italiane ed europee stanno vivendo un cambiamento epocale. Da Cadice a Santorini, passando per la costa adriatica, il modello tradizionale della vacanza balneare di lunga durata, fatta di intere giornate sotto l’ombrellone, sta lasciando spazio a formule più brevi e dinamiche. In Italia, complici i costi sempre più elevati, le nuove tendenze turistiche e l’impatto del cambiamento climatico, le spiagge appaiono meno affollate rispetto al passato, soprattutto al di fuori della settimana di Ferragosto.

In Italia meno giornate in spiaggia e più vacanze “spezzate”

Negli stabilimenti balneari italiani la presenza è in calo tra il 15% e il 25% rispetto al 2024, secondo rilevazioni di settore. I prezzi, cresciuti in media del 17% in un solo anno, pesano sulle famiglie: in località rinomate si arriva a spendere anche oltre 90 euro al giorno per un lettino e un ombrellone. A Positano, ad esempio, in alta stagione il costo di due lettini e un ombrellone può superare i 150 euro.

La conseguenza è una riduzione delle giornate dedicate alla spiaggia, sostituite da brevi soggiorni o da attività alternative come escursioni, visite culturali o giornate in montagna. Questo vale sia per i turisti italiani, che tendono a concentrare il mare in pochi giorni, sia per quelli stranieri, che preferiscono integrare la vacanza con altre esperienze.

Il professor Marco Grumo, direttore del Corso Executive in International Tourism & Hospitality Management dell’Università Cattolica di Milano, osserva che «negli anni Settanta le vacanze duravano mediamente tre settimane, oggi si sono accorciate e, in molti casi, si trascorrono meno giornate in spiaggia. Alla base c’è anche il calo delle famiglie con bambini, per le quali la permanenza in riva al mare era un rito estivo».

Il ruolo dei prezzi e della privatizzazione delle coste

Un altro fattore determinante è la crescente privatizzazione delle coste italiane. Oggi quasi metà del litorale è occupata da stabilimenti o beach club, riducendo lo spazio per le spiagge libere. In alcune regioni come Liguria e Campania, le percentuali sono ancora più alte, rendendo difficile trovare un tratto di spiaggia libera accessibile e ben tenuto.

I costi dei lidi, soprattutto nei tratti più esclusivi, possono superare i 1.000 euro al giorno per servizi di lusso. Ma anche le strutture di fascia media hanno aumentato le tariffe, con incrementi che scoraggiano le famiglie e i giovani. Questa situazione ha alimentato polemiche e proteste da parte delle associazioni per il diritto al mare, che chiedono un’applicazione più rigida delle norme sul libero accesso alle spiagge.

Il tema non è solo italiano. In Croazia, il primo ministro Andrej Plenković ha invitato gli operatori a rivedere i listini per non perdere competitività. In Grecia, Santorini sconta gli effetti dell’overtourism e dell’aumento dei prezzi, con una diminuzione delle presenze giornaliere sulle spiagge più famose.

Dal mare alla montagna: il boom delle “coolcations”

Il cambiamento climatico e le temperature estive sempre più alte stanno favorendo un nuovo fenomeno turistico: le “coolcations”, ovvero vacanze in luoghi freschi o in periodi meno caldi. Il Financial Times ha definito ottobre “il nuovo agosto” per le vacanze di sole e mare, con una crescente preferenza per viaggi fuori stagione.

In Italia, località come Cortina d’Ampezzo, Madonna di Campiglio e le Dolomiti registrano un aumento delle presenze estive, con temperature medie intorno ai 17-19°C anche nei mesi più caldi. Questo consente di offrire un’alternativa al caldo torrido delle coste, con un turismo che punta su trekking, natura, sport e benessere.

Il turismo montano estivo non è nuovo, ma negli ultimi anni si è rafforzato grazie a pacchetti mirati e alla promozione di eventi culturali e sportivi. Alcune regioni, come il Trentino-Alto Adige, hanno sviluppato strategie specifiche per attrarre chi cerca refrigerio in estate, con offerte che combinano escursioni, enogastronomia e wellness.

Nuove formule di vacanza e meno “vita da spiaggia”

Il modello tradizionale della vacanza balneare, con due settimane consecutive di sole e mare, lascia spazio a combinazioni più flessibili: viaggi brevi, fine settimana in città, esperienze avventurose e itinerari enogastronomici.

Anche sulle coste italiane, i turisti scelgono di alternare giornate in spiaggia a escursioni, sport acquatici o visite culturali. In Puglia, ad esempio, è in crescita la formula “mare + entroterra”, che combina brevi soste in località balneari con tappe nei borghi dell’interno. In Sicilia, molti turisti abbinano le giornate di mare a itinerari archeologici o enogastronomici.

Non si tratta solo di una questione economica, ma di un mutamento culturale e generazionale. I più giovani cercano esperienze da condividere sui social: tramonti panoramici, gite in scooter, escursioni in barca e scoperta di calette nascoste sono più attraenti della classica giornata immobile sotto l’ombrellone.

Per gli operatori turistici, la sfida è intercettare questa domanda, offrendo pacchetti e servizi che integrino il mare con altre proposte. Alcune località italiane stanno sperimentando “beach pass” flessibili, con ingressi a ore e servizi personalizzati, per adattarsi alla permanenza più breve dei clienti.

Prospettive e strategie per l’Italia

Il futuro del turismo balneare italiano dipenderà dalla capacità di adattarsi a queste trasformazioni. Gli stabilimenti dovranno rivedere le politiche tariffarie, offrendo formule più accessibili e modulabili. Allo stesso tempo, sarà necessario ampliare l’offerta di attività collaterali, valorizzando il patrimonio culturale e naturale delle località costiere.

Le amministrazioni locali, dal canto loro, possono intervenire per garantire un migliore equilibrio tra spiagge libere e stabilimenti privati, preservando l’accesso pubblico al mare e promuovendo un turismo più sostenibile.

Se il modello della “vita da spiaggia” è in declino, non significa la fine delle vacanze al mare, ma piuttosto l’inizio di un nuovo ciclo: più breve, più vario, meno legato all’ombrellone fisso e più aperto a esperienze integrate.

Scritto da: Matteo Respinti

Commenti post (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *